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Cani e gatti in ospedale con i padroni, la nuova tendenza che conquista l’Italia
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Cani e gatti in ospedale con i padroni, la nuova tendenza che conquista l’Italia

E’ sempre più una realtà diffusa in Italia quella degli animali domestici in corsia con i padroni malati. I reparti di tutta la penisola si stanno lentamente adeguando a questa nuova tendenza. Dai bambini agli anziani, gli amici a quattrozampe strappano sorrisi, regalano attimi di gioia e alleviano momenti di dolore. L’ultimo caso è quello di Treviglio, in provincia di Bergamo, dove l’azienda ospedaliera ha dato il via libera a cani, gatti, conigli.

Da un pò di tempo Regioni come la Toscana e l’Emilia Romagna si sono attivate in questa direzione e hanno addirittura adottato delibere per regolare l’accesso degli animali da compagnia. Si sono mosse in questo senso anche a Mestre e al San Martino di Genova. Non è ancora possibile fare un censimento, perché spesso si tratta di iniziative di singole strutture, spesso dopo la richiesta di un malato che non riusciva più a stare senza il suo animale. Questo è stato il caso dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che si era distinta tra le strutture italiane per essere stata tra i primi a fare pet therapy già nel 2000.

L’episodio che ha segnato la svolta è stato quello di un bambino che qualche anno fa è stato coinvolto in un gravissimo incidente nel quale aveva perso i genitori e si trovava in rianimazione.

Le sue condizioni miglioravano ma non mangiava e non parlava per lo shock. I medici hanno provato con un cane, non il suo, ma un animale addestrato per l’assistenza. Solo per quel paziente hanno infranto la regola secondo la quale le terapie intensive sono off limits per gli animali, ottenendo però dei risultati positivi. Da allora il reparto pediatrico ha deciso di puntare sulla presenza dei cani, gestiti da un’associazione che si chiama Antropozoa. Tutti i giorni entrano nei reparti per visitare i piccoli pazienti malati.

Il responsabile della terapia del dolore del Meyer, Andrea Messeri, spiega che “Così abbiamo anche proposto ai pazienti di farsi visitare dai propri animali di famiglia, ovviamente seguendo una serie di regole. Avere vicino il proprio cane, del resto, fa ancora più bene che giocare con quelli addestrati». Maria Chiara Catalani, vicepresidente della Sisca, società italiana di scienze del comportamento animale, sottolinea che con il proprio animale accanto «si mantiene a contatto con la vita quotidiana e ci si motiva a curarsi bene per tornare presto a casa.

La festosità del cane in generale, ma in particolare del proprio, è importante emotivamente. E tra l’altro la visita è meno impegnativa rispetto a quella di un parente o una persona cara. Con il cane ci si rilassa e basta, si sta insieme in tranquillità». Una grande conquista per gli amanti degli animali che però, come tutto, è limitata.

Intanto non si possono aprire tutti i reparti. Ad esempio le terapie intensive ma anche le unità coronariche o le chirurgie sono off limits a causa del rischio di infezioni. I cani devono essere innanzitutto sani, puliti prima dell’ingresso e tenuti al guinzaglio corto. Gli altri animali entrano generalmente in gabbia. E’ indispensabile chiedere sempre il parere ai medici e, per rispetto, anche il permesso degli altri degenti che spesso dicono di no.

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