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Cannabis, coltivazione legale in Cina: 15 mld di dollari in 5 anni

Decisione quasi storica presa in Cina. Le autorità cinesi, infatti, hanno deciso di legalizzare la coltivazione di cannabis.

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Decisione quasi storica in Cina. Le autorità cinesi, infatti, hanno deciso di legalizzare la coltivazione di cannabis.

Cina, la coltivazione di cannabis diventa legale: la decisione

Importante decisione presa dalle autorità cinesi, che hanno legalizzato la coltivazione di cannabis nel Paese. Si tratta di una decisione importante per la popolazione del posto, ma anche per l’amministrazione.

Il più, il futuro dell’industria di cannabis cinese potrebbe essere più che roseo. In appena cinque anni, infatti, potrebbe raggiungere un valore pari a cento miliardi di yuan, circa quindi miliardi di dollari. E tutto nella più completa legalità.

Secondo quanto emerso da una ricerca effettuata South China Morning Post, la Cina, riuscendo ad evitare i riflettori mediatici, è stata in grado di diventare uno dei principali produttori di cannabis del mondo. Si è passati dunque da una fase d implicito laissez faire ad una piena regolarizzazione della coltivazione in determinate aree.

In questo momento, infatti, la cultura di canapa è consentita soltanto nello Heilongjiang (dallo scorso anno), nel nordest cinese al confine con la Russia, e nella provincia meridionale dello Yunnan, dove il settore risulta normato fin dal 2003.

Cannabis, fonte di guadagno importante per le comunità rurali cinesi

L’estensione della coltivazione, come anche la produzione annua (lecita o illecita)rientra comunque in quelli che sono definiti come “segreti di stato”.

La pianta di cannabis, infatti, risulta essere una fonte di facile guadagno da parte delle comunità rurali.

La canapa, infatti, rende più di diecimila yuan (circa 1500 dollari) per ettaro, rispetto alle poche migliaia che sono generate da coltivazioni più comuni (come ad esempio quella del mais). Inoltre, la cannabis, essendo praticamente immune all’attacco di parassiti, non richiede nemmeno l’utilizzo di costosi pesticidi.

Secondo quanto rivelato dallo Yunnan Academy of Agricultural Science, negli ultimi anni buona parte della popolazione cinese coinvolta nella produzione di lino si è convertita alla cannabis.

La cannabis, che già in passato era utilizzata per la fabbricazione di un prototipo di carta, continua ad attirare l’attenzione da parte di Pechino, soprattutto per la sua versatilità.

I gambi delle piante infatti trovano una loro funzionalità nell’industria tessile, mentre le foglie risultano essere utili soprattutto nel settore farmaceutico. I semi, invece, vengono acquistati dalle aziende alimentari per la produzione di snack, olio da cucina e bevande.

Per questo motivo, per il governo centrale mantenere vivo questo business è una questione di stabilità interna e prestigio internazionale.

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