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Capodanno 2022, almeno 400 cani e gatti morti per i botti: una strage di amici a quattro zampe

Il Capodanno 2022 è stato l'anno peggiore per cani e gatti. Il numero di morti potrebbe ancora aumentare

Cane

L’egoismo di alcuni umani ha danneggiato ancora una volta i nostri amici a quattro zampe. Il bilancio delle vittime di Capodanno si conta anche tra gli animali e i numeri sono alti. Ci sono almeno 400 morti tra cani e gatti a causa dei botti.

Capodanno 2022: 400 morti tra cani e gatti

Come riporta l’Adnkronos, a diffondere i dati è l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente. L’associazione ha dichiarato che: “Si tratta di un dato peggiore rispetto a quello dello scorso anno, anche si tratta di un dato provvisorio. Le regioni con il maggior numero di animali deceduti sarebbero la Calabria e la Sicilia, seguiti da Lombardia e Campania“. La cosa terribile, dunque, è che questo numero già troppo alto potrebbe ulteriormente aumentare.

Capodanno 2022: come mai gli animali sono le vittime principali dei botti

La questione non riguarda però solo coloro possiedono un animale domestico o gli animalisti. È noto ormai da anni che cani e gatti, ma soprattutto i primi, sono estremamente sensibili ai rumori molto forti come appunto i botti che si sparano solitamente a Capodanno. Ciò è dovuto al fatto che il cuore dei nostri amici a quattro zampe potrebbe non reggere lo spavento di tali esplosioni e quindi smettere di battere.

Oltre al problema cardiaco, molti animali si avvicinano a petardi inesplosi che si attivano una volta toccati. Una volta attivati, questi, possono arrecare ferite gravi e spesso la morte.

Il divieto di sparare botti previsto per il Capodanno 2022 nelle principali città, non ha funzionato

L’inizio del nuovo anno sarebbe dovuto essere diverso. In molti comuni, dove è noto che il Capodanno si trasforma spesso in uno scenario di guerra, sono stati vietati i botti di Capodanno, fatta eccezione per gli spettacoli pirotecnici ben organizzati.

Strano ma vero, proprio in questi paesi dove vigeva il divieto si è comunque sparato come se non ci fosse un domani. Tale atteggiamento oltre a risultare quasi un affronto ai vari sindaci che hanno chiesto rispetto, è risultato soprattutto un atto di puro egoismo e noncuranza nei confronti degli animali.

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