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Carabiniere spara all’uomo che cercava di investirlo: assolto per l'accusa di tentato omicidio

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È stato assolto dalla Corte d’Appello il carabiniere finito a processo per aver sparato all’uomo che aveva tentato di investirlo con il suo SUV.

La Corte d’Appello ha assolto in via definitiva un carabiniere accusato di tentato omicidio per aver sparato a un uomo che aveva tentato di investirlo.

Carabiniere spara all’uomo che cercava di investirlo: assolto in Corte d’Appello

Un carabiniere ha sparato un colpo di pistola contro un uomo che non si è fermato a un posto di blocco, ferendolo. Per questo motivo, il militare ha affrontato un processo durante il quale ha dovuto rispondere all’accusa di tentato omicidio. Al termine dell’ultima udienza, tuttavia, la Corte d’Appello ha confermato l’assoluzione del primo grado emessa nei confronti dell’imputato in quanto “il fatto non costituisce reato”.

I fatti risalgono al 1° settembre 2017 e si sono consumati a Macherio, in provincia di Monza e Brianza. La vittima era un 47enne che ha scelto di ignorare l’alt del carabiniere.

Sulla base delle ricostruzioni effettuate, è emerso che il soggetto avesse tentato ripetutamente di speronare le gazzelle dei militari e investire i carabinieri con il suo SUV. Simili azioni da parte dell’uomo hanno dato origine all’inseguimento che ha spinto l’imputato a sparare al fuggitivo, colpendolo tra spalla e collo.

Il proiettile è entrato e uscito ma, secondo quanto riferito dall’accusa, avrebbe potuto uccidere il 47enne: per questo motivo, era stato chiesto che il militare venisse condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere.

La difesa

Nel corso del processo, tuttavia, la difesa ha più volte ribadito che l’appuntato, prima di sparare, aveva cercato di neutralizzare il 47enne anche aggrappandosi alla portiera del SUV. Non riuscendo a frenare la corsa dell’uomo, “ha sparato dall’alto verso il basso per non rischiare di colpire un passante se sparava alle gomme o in aria”.

Inoltre, prima di raggiungere la vittima, il proiettile “ha preso una traiettoria non voluta a causa della destabilizzazione dovuta all’impatto con il vetro del finestrino”.

I legali del carabiniere, quindi, hanno dimostrato che il loro assistito stava compiendo esclusivamente il suo dovere al momento dell’incidente e la sentenza di assoluzione conferma la loro tesi.