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Carcere: 'Second Chance', recidiva zero per chi segue il progetto Cisco

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Milano, 1 lug. (Adnkronos) – Ci sono opportunità che salvano la vita. E' questo il filo conduttore che lega le storie del documentario – Second Chance – proiettato nella sala cinema del carcere di Bollate alla presenza del ministro della Giustizia Marta Cartabia, dell'amministratore delegato di Cisco Italia Gianmatteo Manghi, della narratrice Cristiana Capotondi, e di Erika Brenna, ideatrice e regista dell'opera che in autunno sarà disponibile in streaming su discovery+.

Quattro storie, due delle quali appartenenti alla realtà carceraria di Bollate e due incentrate su vicende di emarginazione ed esclusione. Da una parte Luca e Giulia, che stanno scontando la loro pena; dall’altra Renato, finito a dormire su una panchina a Trastevere, e Nour e Hasan, una coppia di giovani di Damasco fuggiti dall'orrore della guerra con un bimbo di nove mesi fra le braccia.

Storie di rinascita che hanno come punto di partenza le Cisco Networking Academy, i corsi di specializzazione informatica che solo in Italia formano ogni anno 60.000 persone di tutte le età, e che dal Duemila rappresentano una realtà virtuosa e consolidata all’interno del carcere di Bollate.

Personaggio chiave è Lorenzo Lento, specialista informatico con la certificazione di docente presso i corsi Cisco, che ha scelto di dedicare la sua vita al volontariato nelle strutture penitenziarie. Dopo il primo 'esperimento' di Bollate – primo nel mondo – le Cisco Academy sono state estese nel 2016 anche ad altri penitenziari: Monza, Torino, Regina Coeli, Secondigliano, e presso l'istituto minorile Beccaria. Nell’anno in corso ne saranno aperte altre presso le carceri di Novara, Padova, Rebibbia (maschile e femminile).

E sempre a Bollate è stata inaugurata nel 2019 la prima Cisco Academy al mondo in una struttura penitenziaria femminile. Attualmente sono circa 200 i detenuti che frequentano i corsi Cisco di alta specializzazione informatica.

I risultati? In oltre 20 anni sono stati formati oltre 1000 detenuti, molti dei quali hanno conseguito le certificazioni Cisco e lavorano attualmente nel settore Ict. Il tasso di recidiva di quei detenuti che hanno terminato almeno i corsi base è pari a zero: significa che dopo aver saldato il proprio debito con la giustizia, avendo ormai in mano una professionalità concreta da offrire al mercato del lavoro, non sono più rientrate in carcere.

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