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Carenza di forniture, la Spagna razionerà i beni alimentari

Perché la Spagna di Pedro Sanchez razionerà i beni alimentari per mezzo di un tetto con un'apposita modifica alla legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Il premier spagnolo Pedro Sanchez

Carenza di forniture, venti di guerra da est e sciopero del trasporto merci, tutti motivi sufficienti a motivare la scelta della Spagna che razionerà i beni alimentari. La decisione del governo di Madrid legalizza uno stato di fatto già presente dopo uno sciopero degli autotrasportatori per il quale molti commercianti avevano agito d’iniziativa ed avevano iniziato a razionare i prodotti.

Ma qual è lo scopo? Fissare un tetto massimo di articoli che ogni cliente spagnolo potrà comprare per scongiurare il rischio di una carenza di forniture.

Perché la Spagna razionerà i beni alimentari

E se tutto questo prima era “figlio” del buon senso dei singoli esercenti adesso è il frutto di una precisa azione normativa dell’esecutivo guidato da Pedro Sanchez. Come? Con una apposita modifica normativa pubblicata oggi in Gazzetta ufficiale.

Da oggi, 30 marzo quindi, in Spagna razionare i prodotti non sarà più consigliabile, ma è legge, ergo obbligo. La modifica è parte integrante del regio decreto legge 6/2022, del 29 marzo. La norma riguarda le misure urgenti nell’ambito del Piano nazionale messo in campo per fronteggiare gli effetti della guerra della Russia all’Ucraina.

Il decreto modificato e l’articolo specifico

Fa testo nello specifico un nuovo articolo sulla regolamentazione del commercio al dettaglio.

Esso stabilisce che stabilisce che “in via eccezionale, quando circostanze straordinarie (come la guerra in Ucraina ) o forza maggiore lo giustifichino, gli esercizi commerciali possono sospendere temporaneamente il divieto di cui all’articolo 2 per limitare il numero di articoli che ciascuno il consumatore può acquistare”. E spiega ancora la disposizione normativa: “Tali misure devono essere motivate e adottate in modo proporzionato quando necessario per evitare privazioni e garantire l’accesso a tutti i consumatori a parità di condizioni”.

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