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L’opinione di Gianluigi Nuzzi

Caro Beppe, puntare il dito contro una presunta vittima di stupro è sempre una violenza

Non so dove stia la verità e spero che i giudici facciano chiarezza, ma Beppe Grillo con questo video ha fatto un pessimo servizio alle donne vittime di violenza.

Grillo genitori ragazza

Rimango senza parole davanti al video di Beppe Grillo dove per difendere il figlio Ciro da un’accusa di stupro di gruppo arriva a fare delle affermazioni che evidentemente vanno contro la dignità della presunta vittima, della ragazza che sarebbe stata stuprata da lui e da alcuni suoi amici.

Beppe Grillo dice: “Arrestate me! Come può essere credibile una ragazza che denuncia dopo 8 giorni?“.

Caro Beppe, ci sono ragazze che non denunciano e che si uccidono dopo un mese, un anno. Ci sono ragazze che rimangono in silenzio tutta la vita. Non è la denuncia del furto di una borsa o del portafogli in metropolitana che uno fa d’istinto, subito dopo il reato. Lo stupro è qualcosa di pesante e ognuno reagisce in modo proprio.

Denunciare dopo otto giorni non altera la veridicità delle accuse.

Dice Beppe Grillo che a difesa del figlio c’è un video che dimostra che si è trattato di uno scherzo tra coetanei. Io non so dove stia la verità e spero che i giudici facciano chiarezza, ma puntare il dito contro la vittima o la presunta vittima perchè denuncia dopo otto giorni è una violenza che si fa ai danni non solo di questa ragazza ma di tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare.

Se è dopo otto giorni o dopo un anno non importa, l’importante è arrivare alla verità.

Beppe Grillo con questo video ha fatto un pessimo servizio non tanto alla giustizia quanto alle donne, che vanno protette e difese e a cui va data la possibilità di trovare intorno a sé molta solidarietà e poche dita puntate.

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