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Cartabellotta: “Lockdown per non vaccinati via giusta ma complicata, accelerare su terza dose”

Secondo Cartabellotta il lockdown per i non vaccinati sarebbe una via giusta ma difficilmente praticabile dal punto di vista sociale e giuridico. 

Nino Cartabellotta

Il presidente della Fondazioe Gimbe Nino Cartabellotta ha affermato che l’ipotesi del lockdown per i cittadini non vaccinati sul modello austriaco avrebbe un senso etico e sanitario ma sarebbe complicato dal punto di vista sociale e giuridico.

Cartabellotta sul lockdown per i non vaccinati

Intervistato da La Stampa, l’esperto ha spiegato che disporre una misura del genere significherebbe togliere l’opzione del tampone dal green pass e rendere la vaccinazione obbligatoria per lavorare o entrare nei locali. Una che secondo lui è giusta per abbattere i contagi ma politicamente complicata date le proteste che ha suscitato l’obbligo di certificato verde.

Purtroppo la scelta individuale di non vaccinarsi, quando viene presa da 7 milioni di persone, ricade sulla libertà di tutti“, ha aggiunto dichiarando che alla prima zona gialla si potrebbe assistere alle proteste dei vaccinati su modello di quanto fatto a Trieste dove c’è già stata una raccolta di firme contro le manifestazioni.

Cartabellotta sul lockdown per i non vaccinati e la terza dose

Quanto alla terza dose, Cartabellotta ha affemato che si sta procedendo troppo lentamente. Per soddisfare la crescente platea bisognerebbe secondo lui richiamare ogni settimana 8-900 mila persone mentre se ne fanno 565 mila. Di qui il suo consiglio: “Occorre accelerare per evitare il ritorno del virus, tenendo aperti i centri vaccinali e chiamando attivamente le persone“.

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