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Casa degli orrori: la vera storia della strage di Amitvylle

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Ecco come si svolsero i fatti della strage di Amitvylle nella casa degli orrori al numero 112 di Ocean Avenue: il mistero però è ancora oggi irrisolto

Nella tranquilla cittadina di Amityville, sulla costa meridionale di Long Island, al numero 112 di Ocean Avenue sorge una villa indipendente con piccoli battenti in legno e un grazioso porticato esterno.

Sarebbe un casa carina e accogliente, ma non fatevi ingannare dalle apparenze! La villa all’112 di Ocean Avenue è in realtà una casa degli orrori, una di quelle che fanno aggrottare la fronte ai passanti. E che fanno rivivere le proprie paure più intrinseche nelle storie che si tramandano di generazione in generazione.

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L’abitazione al numero 112 di Ocean Avenue è evidentemente la casa infestata più famosa al mondo. Gli orrori della villetta di Amityville hanno provocato non pochi spaventi agli inquilini che l’hanno abitata. Ma hanno anche reso milioni di dollari ai registi di Hollywood! Sono infatti molti i film che sono stati inscenati all’interno di quelle oscure mura. Uno tra i tanti è Amityville horror del 1979. Persino un celebre libro, Orrore ad Amityville, ha tentato di raccontare quello che è successo in quella casa.

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La vera storia della casa degli orrori di Amityville

Nel 1965 Ronald De Feo e sua moglie si trasferirono al 112 di Ocean Avenue con i loro cinque figli. La villetta rappresentava è il coronamento di una vita fatta di sacrifici. Avevano infatti investito tutti i loro risparmi nell’acquisto dell’immobile. La famiglia De Feo decise di ribattezzare la casa con il nome di High hopes (Grandi speranze).

Ma durante le prime ore del 13 novembre 1974 le vite di tutti i componenti della famiglia De Feo vennero spezzate! I coniugi De Feo e quattro dei loro cinque figli furono trovati assassinati dentro la casa.

Erano stati brutalmente freddati dentro i loro letti. Stiamo parlando di sei omicidi, di un’intera famiglia brutalmente uccisa. La notizia ha avuto risalto nazionale anche perché la parola amityville significa amichevole. Questo nome, pertanto, rappresentava in qualche modo lo spirito della cittadina. Nessuno avrebbe mai immaginato che ad Amityville potesse succedere una cosa del genere!

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Mentre una folta truppa di giornalisti, cronisti, fotografi, poliziotti e curiosi si accalcava fuori dalla villetta, al suo interno i tecnici della scientifica portano alla luce i primi macabri dettagli del delitto. I De Feo erano stati tutti uccisi da un colpo di fucile sparato alla schiena. Tutti i componenti della famiglia furono freddati nel loro letti e ritrovati a pancia in giù, con il viso sul cuscino e le braccia incrociate sotto al guanciale. Tutti tranne la madre: a lei fu sparato un colpo alla testa che la sfigurò.

Il mistero risolto a metà

Il giorno dopo, il 14 novembre, i poliziotti prelevano il 23enne Ronnie De Feo per interrogarlo, il figlio maggiore e unico sopravvissuto alla strage. Ronnie confessò di aver ucciso i suoi famigliari con il fucile da caccia del padre e di essersi poi sbarazzato dell’arma gettandola nel fiume che scorre dietro casa.

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Ma un dubbio rimane ancora oggi. Tutti i corpi furono ritrovati a faccia in giù sul cuscino senza segni di lotta. Come fece Ronnie a non svegliare i fratelli dopo il primo sparo? Come fece a coglierli tutti nel sonno nello stesso momento? L’ipotesi è che prima siano stati sedati, anche se l’autopsia nega questa possibilità. I poliziotti sospettarono che Ronnie avesse un complice. Il ragazzo però lo negò e, in effetti, nella casa degli orrori non furono trovate altre impronte se non quelle dei famigliari. Il mistero non fu mai veramente risolto.