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Caso Gregoretti vs Open Arms, quali sono le differenze

Il caso Gregoretti che ha portato al "non luogo a procedere" si distingue dal caso legato alla nave Open Arms.

Caso Gregoretti Open Arms

Il verdetto del GUP di Catania che ha decretato il non luogo a procedere circa il caso legato alla nave Gregoretti, ha fatto emergere una domanda che in molti si saranno posti in questi ultimi giorni: cosa distingue il caso Gregoretti da quello della nave Open Arms? Un recente approfondimento pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” ha cercato di fare un sunto su cosa è accaduto in quell’estate del 2019 ovvero quando il leader della Lega Matteo Salvini ricopriva il ruolo di Ministro dell’Interno.

Seppure queste due vicende possano presentare delle analogie, si tratta di due casi diversi.

Caso Gregoretti Open Arms – cambia il contesto storico

Iniziamo dal contesto storico nel quale queste due vicende hanno avuto luogo. Nonostante sia passato circa un mese tra i due casi troviamo un contorno decisamente diverso a cominciare dalla nave Gregoretti il cui sbarco fu impedito a luglio 2019 quando il decreto Sicurezza bis era da poco entrato in vigore.

Diverso invece il caso della Open Arms avvenuto ad agosto 2019, quando l’esecutivo del primo Governo Conte era appeso ad un filo.

Caso Gregoretti Open Arms – perché la vicenda della nave Gregoretti non è reato?

Oltre al già citato contesto storico è necessario prestare particolare attenzione alla tipologia di imbarcazione che è stata coinvolta. La nave Gregoretti nello specifico faceva parte della flotta della Guardia Costiera italiana, pertanto dipendente dallo Stato Italiano.

Il GUP di Catania in questo senso si è espresso con un non luogo a procedere in quanto la decisione di non far sbarcare i migranti era condivisa politicamente da tutto l’esecutivo e non dal solo Ministro dell’Interno.

Caso Gregoretti Open Arms – rinvio a giudizio per Open Arms

Diverso invece il caso della Open Arms, la cui imbarcazione apparteneva ad una Ong spagnola che ad agosto 2019 ha trasportato 147 persone. Le condizioni fisiche dei passeggeri erano tali da aver portato il comandante a chiedere lo stato di emergenza con successivo ricorso al Tar del Lazio da parte degli stessi avvocati della Ong spagnola ai quali venne dato ragione. A dispetto di quanto sancito dal Tar, l’allora Ministro dell’Interno non concesse il Pos con la nave che rimase in attesa per circa venti giorni. L’imbarcazione Open Arms potè quindi sbarcare solo quando la procura di Agrigento mise la nave sotto sequestro. Oltre a ciò è stato messo nelle mani dell’accusa un documento che proverebbe come la responsabilità sarebbe stata imputabile al solo ex ministro dell’interno.

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