Caso Hiv Ancona: si cercano partner sessuali di Pinti
Caso Hiv Ancona: si cercano partner sessuali di Pinti
Cronaca

Caso Hiv Ancona: si cercano partner sessuali di Pinti

analisi sangue

L'uomo è stato minacciato da altri carcerati; la Questura contatta le persone che hanno avuto rapporti sessuali con lui.

Claudio Pinti, 35enne di Ancona, è stato definito ‘l’untore’ perché avrebbe avuto numerosi rapporti sessuali non protetti pur essendo affetto da Hiv. Pinti non hai menzionato la sieropositività ai suoi partner, molti dei quali occasionali. Con l’ultima donna con cui ha avuto una relazione negava l’esistenza dell’Hiv. L’ex compagna è stata infettata e ha denunciato Pinti, finito in carcere per il reato di lesioni dolose. Le Forze dell’Ordine intanto analizzano i dati del cellulare e del computer del 35enne che, mentre è rinchiuso in cella, ha ricevuto minacce da altri detenuti.

“Mancanza di autocontrollo”

Claudio Pinti è stato arrestato: pur essendo affetto da Hiv, non avrebbe rivelato la malattia alle persone con le quali ha avuto rapporti sessuali non protetti. I partner sessuali sarebbero stati 228, secondo quanto riferito da Pinti stesso. Il 35enne era iscritto, da oltre una decina d’anni, a siti web per trovare amanti occasionali. Per tale ragione, gli inquirenti stanno analizzando con estrema attenzione le chat sul cellulare.

Preoccupa inoltre “l’evidente mancanza di qualsiasi forma di autocontrollo delle pulsioni sessuali”; caratteristica che allarga la cerchia di persone che hanno condiviso una qualche forma di intimità con l’uomo e che quindi potrebbero essere rimaste contagiate. Solo due donne erano a conoscenza della malattia di Pinti: la compagna attuale e l’ex fidanzata, deceduta l’anno scorso di Aids. Eppure il 35enne sosteneva di essere guarito, eventualità esclusa da tutte le evidenze scientifiche, e di sottoporsi a controlli medici “per curiosità”, riferisce Il Resto del Carlino. Pinti avrebbe dissuaso l’ultima compagna a sottoporsi ai test per verificare la sieropositività.

Le misure della Questura

La questura ha diffuso una fotografia di Claudio Pinti insieme a un numero verde per contattare le forze dell’Ordine. La misura è necessaria, perché il 35enne lavorava nel settore degli autotrasporti, quindi si muoveva spesso per motivi professionali. Secondo quanto riferito da La Repubblica, la Questura ha già ricevuto diverse telefonate, sia da donne sia da uomini. Gli ultimi rapporti sessuali avuti da Pinti con persone conosciute via chat risalgono al 3 e al 5 giugno.

Le minacce in carcere

Claudio Pinti è ora rinchiuso nel carcere di Montacuto ad Ancona in una cella che, riferisce gran parte della stampa nazionale, è la stessa in cui si trovava Vincent Odeghale, accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro. Sottoposto a interrogatorio di garanzia, Pinti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Come anticipato, è accusato di lesioni dolose. Qualora fosse dimostrato che l’ex compagna, morta l’anno scorso di Aids, sia stata infettata da lui, il capo d’imputazione potrebbe diventare omicidio volontario. Secondo Il Resto del Carlino, il 35enne è stato minacciato dagli altri detenuti.

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