Caso Ogm, Corte Ue: divieto solo se accertati rischi per la salute
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Caso Ogm, Corte Ue: divieto solo se accertati rischi per la salute

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Caso Ogm, Corte Ue: divieto solo se accertati rischi per la salute

L'Ue assolve di fatto l'agricoltore Giorgio Fidenato, che era stato condannato per aver coltivato del mais Ogm, a quanto pare non rischioso per la salute.

Ue sostiene l’agricoltore italiano

Se non ci sono motivazioni scientifiche e comprovate, è possibile la coltivazione di piante geneticamente modificate (Ogm). Questo è quanto sentenziato dalla Corte di Giustizia Ue che ha accolto il ricorso di un agricoltore italiano. L’uomo, Giorgio Fidenato, era stato condannatto nel 2014 per aver coltivato mais Ogm. Questo sarà un interessante argomento di discussione sugli organismi geneticamente modificati, da sempre, in particolare nel settore alimentare, sotto dibattito.

L’Italia è ogm free

Tuttavia il pronunciamento non avrà conseguenze per il futuro delle coltivazioni Ogm in Italia, poichè una direttiva della Commissione europea, quindi successiva ai fatti, impone il principio di libera scelta da parte degli Stati membri. E l’Italia, assieme ad altri 17 nazioni dell’Unione Europea, ha deciso per l’opzione dell’Ogm Free. Nel dettaglio, la Corte di Giustizia spiega che secondo il diritto Ue, nel caso non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa comportare un grave rischio per la salute umana, degli animali oppure per l’ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione, come ha invece fatto dall’Italia quattro anni fa.

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Il caso Ogm di Giorgio Fidenato

La sentenza della Corte è inerente al caso di Giorgio Fidenato, 56 anni e capo di Agricoltori Federati.

L’agricoltore era stato penalmente perseguito qui in Italia perché nel 2014 seminò mais Ogm. Aveva ottenuto l’autorizzazione dalla Ue , ma un decreto interministeriale del 2013, quindi precedente, ne vietava tuttavia la coltivazione.

Quel decreto, afferma in sostanza la Corte, non era legittimo perché il «principio di precauzione» deve basarsi sulla certezza dell’esistenza del rischio, altrimenti non permette di eludere o di modificare le disposizioni previste per gli alimenti geneticamente modificati, già oggetto di una valutazione scientifica completa prima di essere immessi in commercio.

Comunicato della Coldiretti

«La sentenza sugli Ogm emessa dalla Corte di Giustizia europea si riferisce ad un quadro normativo ormai passato e del tutto superato», spiega un comunicato della Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza dell’agricoltura italiana. L’organizzazione agricola sottolinea che «quasi 8 cittadini su 10 (76%) si oppongono oggi al biotech nei campi che in Italia sono giustamente vietati in forma strutturale dalla nuova normativa.

L’Italia – ricorda la Coldiretti – è infatti tra la maggioranza dei Paesi membri dell’Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata nel 2015».

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