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Caso Pipitone, la madre a “Quarto Grado”: “I rom non hanno rapito mia figlia”

In una nuova intervista a "Quarto Grado", Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, ha rivelato alcuni importanti dettagli sulla vicenda

Caso Pipitone, la madre a "Quarto Grado": "I rom non hanno rapito mia figlia"

Nella puntata di “Quarto Grado” andata in onda il 16 aprile, il giornalista Gianluigi Nuzzi, ha intervistato telefonicamente la mamma di Denise Pipitone, Piera Maggio.

La madre di Denise a “Quarto Grado”

Ospite di Gianluigi Nuzzi, la mamma della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, ha operato insieme al giornalista, alcune importanti considerazioni sulla scomparsa di sua figlia.

Nel corso della puntata è stata effettuata un’analisi del video registrato qualche anno fa da una guardia giurata, che durante il suo orario di lavoro, aveva avvistato una bambina che somigliava alla piccola Denise e che nel video viene chiamata da una donna, mai trovata, con il nome di Dànas.

In collegamento telefonico, Piera Maggio ha commentato l’analisi del video effettuata da un esperto, in seguito alla quale è emerso che dalla cadenza del tono di voce dalla bambina nel video, questa bimba potrebbe effettivamente essere una bambina italiana e addirittura probabilmente siciliana.

Ecco le parole di Piera Maggio a riguardo:

“Molto interessante, questo è qualcosa che noi abbiamo sempre sospettato. La cadenza “Dove mi porti?” è una cadenza che Denise aveva, quindi è verosimile che la deduzione di questo esperto sia corretta

Ho un video dove lei mi dice “Mamma fammi vedere”, quindi ha questo strascico così, è quello che mi ha colpito all’epoca quando ho visto il video, oltre il viso, mi ha colpito tanto lo strascico, questo modo di strascicare su questa parola”.

Le considerazioni della madre sui rom

Alla domanda di Nuzzi su quante volte la mamma della piccola avesse rivisto quel video dove la bambina dice “Dove mi porti?”, Piera Maggio ha fatto un’importante rivelazione sul perchè poi negli anni ha tralasciato un po’questo video, ecco le sue parole:

“C’è stato un periodo che ho dovuto un po’ tralasciare questo video, perchè si è parlato un po’ troppo del fatto che i rom rapivano i bambini.

Questo lo voglio specificare, i rom non sono stati coloro che mi hanno rapito Denise, questo va detto perchè molti fanno questa confusione, c’è uno scenario dietro che magari la bambina fosse stata data ai rom successivamente.

Ma chi ha preso Denise, chi ha sequestrato mia figlia sotto casa, sapeva bene ciò che faceva e non erano i rom“.

Le parole della madre sulle abitudini di Denise

Gianluigi Nuzzi ha poi fatto una domanda a Piera Maggio, chiedendole: “Senta, lei pensa che chi ha portato via Denise, abbia sfruttato la buona fede di sua figlia?”. Ecco la risposta della mamma di Denise:

“Diciamo che Denise non era solita andare con chiunque e determinate persone erano usuali passare dalla strada dove poi è scomparsa Denise, ma senza una motivazione ben precisa.

Più volte Denise quando giocava, noi avevamo una veranda dove giocava con la cuginetta, all’altezza della strada si poteva vedere benissimo la bambina.

Quella persona che magari passava dalla strada era magari una persona nota a Denise. Denise non si fidava mai degli adulti, però familiarizzava tranquillamente con i ragazzi e i bambini”.

Piera Maggio, dunque pensa che chi ha rapito la piccola abbia premeditato il rapimento della figlia e che magari questa persona possa essere una persona che Denise conosceva.

Le considerazioni della madre sulle indagini

Insieme a Nuzzi, la mamma di Denise ha effettuato anche alcune considerazioni sullo svolgimento delle indagini del caso negli anni, Piera maggio le ha definite “lacunose”, ecco le sue parole a riguardo:

“Ci sono un po’ di lacune, ci sono stati errori che non si possono più recuperare, in questi giorni si è aperto uno scenario almeno al pubblico, particolare, perchè uno dei PM che vi ha lavorato sin dall’inizio ha fatto delle dichiarazioni dove ha detto chiaramente ciò che poteva andare e ciò che non andava in quel periodo, dove lei lavorava. Purtroppo sono cose, che io e l’avvocato sapevamo benissimo e in tutti questi anni l’abbiamo sempre detto, però ahimè io forse ero stata presa un po’ troppo sottogamba.

Adesso però c’è qualcuno che ha fatto prendere forma a tutti quegli sbagli che sono stati fatti all’inizio, alcuni per negligenza, altri di proposito, altri per incompetenza.

Il tutto è accaduto in una provincia dove non si aspettavano fosse sequestrata una bambina, mi sono trovata in un posto dove magari non c’erano persone esperte per poter provvedere subito e muoversi immediatamente”.

Parole forti quelle di Piera Maggio, che dopo 17 anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone, non si è mai arresa nel cercare la verità sul rapimento della figlia.


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