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Caso Saguto: motivazioni giudici, 'Chiaramonte assolto perché nomina Ticali era legittima'

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Palermo, 16 apr. (Adnkronos) – "Non può sostenersi che la nomina di Antonino Ticali fosse espressione di un interesse proprio" del giudice Lorenzo Chiaramonte "in ragione della natura dei loro rapporti personali". Lo scrivono i giudici del Tribunale di Caltanissetta nelle motivazioni della sentenza che ha condannato a otto anni e mezzo la ex giudice Silvana Saguto e ha assolto il giudice Lorenzo Chiaramonte "perché il fatto non sussiste".

Il magistrato lo scorso 28 ottobre era stato assolto con formula piena nel processo Saguto. Secondo l'accusa non si sarebbe sottratto alla nomina di un amico in un'amministrazione giudiziaria. Per i pm non uscendo dalla stanza dell'ufficio, nella nomina, non avrebbe dimostrato la sua terzietà, ma per i giudici non è bastato a dimostrare la sua colpevolezza e lo hanno assolto con formula piena. ll Csm a gennaio 2020 scorso gli aveva inflitto una sanzione che gli fa perdere tre mesi di anzianità lavorativa.

"L'istruttoria dibattimentale ha consentito di accertare come Ticali al di là del rapporto di frequentazione con Chiaramonte avesse pieno titolo a ricoprire l'incarico di amministratore giudiziario in un sequestro di prevenzione".

"La relazione con Ticali – scrivono i giudici – era risalente nel tempo e all'epoca delle nomine, tra l'imputato e Ticali esistevano esclusivamente rapporti di cordiale amicizia, del tutto privi di profili di cointeressenza economica e non sufficienti, quindi, a fondare una valida ragione di astensione del giudice".

Per i giudici "l'evento patrimoniale acquisito da Ticali non può essere di per se considerato ingiusto".


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