Castello di Francisco Franco in stato di abbandono
Castello di Francisco Franco in stato di abbandono
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Castello di Francisco Franco in stato di abbandono

castello del canto del pico

Il castello dove si rifugiava Francisco Franco durante la dittatura è lasciato totalmente all'abbandono.

A 41 anni dalla morte del dittatore fascista Francisco Franco, il suo castello del Canto del Pico, nella Sierra vicino a Madrid si trova abbandonato e in rovina con porte e finestre sfondate.

La struttura fu rovinata negli anni ’80, quando fu temporaneamente lasciata senza protezioni.

Le origini del castello del Canto del Pico

Il castello era stato eretto nel 1920 dal Conte de Las Almenas su un’alta roccia e per 35 anni era stata la dimora del dittatore Franco per passare i week end con la sua famiglia. Era anche il suo nascondiglio quando i Servizi Segreti lo avvisavano di un possibile attentato.

Il Conte de Las Almenas, primo proprietario del castello, lo aveva arredato con elementi architettonici e artistici di grande valore, prelevati da castelli, palazzi e monasteri situati in tutta la Spagna. L’obiettivo principale del conte era mirato a costruire una casa-museo per esibire le sue magnifiche collezioni artistiche.

La sua fama di grande collezionista ha permesso di arricchire il castello con collezioni di rara bellezza, come capitelli gotici, colonne e addirittura un chiostro quattrocentesco di un monastero cistercense.

I lavori per l’edificazione del castello continuarono dal 1920 al 1922.

La tradizione afferma che gli aristocratici abbiano scelto di situare il castello in un punto così alto per motivi di salute, perché si credeva ai tempi che gli effetti dei raggi ultravioletti facessero bene alla pelle.

castello del canto del pico

Il castello è situato a mille metri d’altitudine su una roccia che permette una vista meravigliosa riuscendo a scorgere i 34 comuni sottostanti nella regione.

Si trova in cima ad una montagna granitica e deve il suo nome Canto del Pico ad una pietraia di granito con una cima, il pico, che si incontra sul punto più alto della montagna del paese di Torrelodones.

La storia del castello

Nel 1930 il castello era stato dichiarato Bene di interesse Culturale grazie alle innumerevoli opere d’arte e architettoniche installate dal conte.

Nel castello passarono numerose personalità della storia spagnola. Nel 1925, ad esempio, trovò la morte lo statista Antonio Maura che risiedeva in una località vicina. Durante una delle sue visite al castello morì repentinamente mentre stava scendendo le scale.

Dedicata a questa sfortunata morte di Antonio Maura è stata installata una targa commemorativa in suo ricordo.

Dopo la morte della moglie, appartenente ad una famiglia molto ricca, il Conte de Las Almenas, fu costretto a privarsi di parte delle sue fortune.

Nel 1928 mise all’asta parte della sua collezione artistica a New York.

Nel 1936, all’inizio della Guerra Civile avviata da Franco, il castello fu requisito dallo Stato per essere utilizzato come quartier generale dell’esercito repubblicano nella battaglia di Brunete.

Nel 1940 il conte Las Almenas stava morendo di depressione per la scomparsa del figlio, ucciso durante la Guerra Civile e decise di lasciare in un testamento l’eredità del castello del Canto del Pico al Caudillo Francisco Franco che nel frattempo era diventato Capo dello Stato.

castello del canto del pico

Proprietà di Francisco Franco

Franco utilizzò durante il suo governo dittatoriale il castello come rifugio quando i servizi segreti lo allertavano del pericolo di un attentato. Utilizzò il castello anche come luogo ricreativo realizzando una piccola fattoria allevando pecore, galline e api grazie alla collaborazione di Angel, il guardiano del castello.

Nel 1955 il Tribunale Supremo concedette a Franco un’esenzione al pagamento delle tasse di proprietà di terreni ed edifici perché il castello e i terreni adiacenti furono riconosciuti come un museo dello Stato.

Alla morte del dittatore, nel 1975, il castello fu ereditato dalla nipote Maria del Mar Martinez-Bordiù che nel 1988 lo vendette alla società Stoyam Holdings Limited, un’impresa alberghiera, che volle trasformarlo in un albergo di lusso.

Il castello va in rovina

Da allora il castello rimase disabitato e quando si interruppero i controlli dei guardiani si iniziarono a raccontare strane leggende che narravano l’esistenza di presenze fantasma che si aggiravano tra le sale del castello.

Lasciato all’abbandono fu depredato da numerose razzie.

Vennero rubate le preziose collezioni appartenute al Conte e al dittatore Franco, mentre gli elementi architettonici tanto preziosi furono successivamente venduti.

Scomparvero in pochi anni capitelli romani, sculture, libri e mobili antichi.

Un evento che portò ancora di più alla rovina il castello fu un incendio nel 1998 che distrusse il tetto e danneggiò fortemente tutta la struttura.

All’interno del palazzo è presente un chiostro gotico appartenente al monastero cistercense situato nella provincia Valenciana. L’amministrazione di Valencia ha reclamato di rientrare in possesso del chiostro per molti anni fino a quando nel 2007 riuscì a riportarlo nel suo luogo d’origine.

Seppur negli ultimi anni sia stato iscritto nella Lista Rossa del Patrimonio da salvare, di fatto è ancora in stato d’abbandono.

Ultimamente è stato così descritto dal quotidiano spagnolo ABC: “Castello che appare come un tetro fantasma ancorato alla roccia di Torrelodones e ai cui piedi scorre ora l’autostrada A6 Madrid-La Coruna”.

castello del canto del pico

Il diario di viaggio di Francisco Franco sul percorso fatto nel corso degli anni si concepisce come una raccolta di appunti su cui costruire una nuova visione della storia.

Una raccolta di fatti realmente accaduti documentati da materiali noti ma che definiscono la storia sotto nuovi punti di vista.

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