Catalogna, proteste dei manifestanti causano l'interruzione del traffico
Catalogna, proteste dei manifestanti causano l’interruzione del traffico
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Catalogna, proteste dei manifestanti causano l’interruzione del traffico

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Catalogna, proteste dei manifestanti causano l'interruzione del traffico

Manifestazioni spontanee in tutta la Catalogna, per chiedere lo scarceramento dei prigionieri politici. A Barcellona il traffico è stato letteralmente paralizzato.

Situazione in Catalogna sempre bollente. Il popolo catalano manifesta chiede la liberazione dei prigionieri politici. Le protesto sono state tali che il traffico, in diverse aree di Barcellona e della regione in generale, si è letteralmente paralizzato. Anche le linee ferroviarie sono state coinvolte, con pneumatici posizionati sulle rotaie che hanno provocato ritardi. Chi adesso è in libertà (vigilata) è il presidente Carles Puidgemont, che è stato scarcerato dal giudice a Bruxelles. Anche i suoi ex ministri riparati in Belgio hanno ricevuto lo stesso trattamento.

Situazione Catalogna

Continuano sempre decise le manifestazioni in Catalogna. Il motivo della protesta è l’incarceramento dei detenuti politici. Ci sono state manifestazioni in tutte le regioni, e hanno coinvolto in maniera pesante il traffico di Barcellona. La città catalana si è vista la circolazione dei mezzi di trasporto paralizzata. In moltissime zone è stato tagliato il traffico, come sulle N 340, C 58 e C 17. La presenza di pneumatici sulle rotaie ha provocato ritardi nella città catalana e sulle linee R2, R2 nord e R11.

Sono state manifestazioni spontanee, che hanno riunito folle oceaniche che chiedono a gran voce la liberazione delle persone arrestate dalle autorità che eseguono ordini di Madrid.

Dietro le sbarre sono finiti l’ex vicepresidente Oriol Junqueras, Jordi Turull (Presidenza), Josep Rull (Territorio), Carles Mundò (Giustizia), Raul Romeva (Esteri) e Joaquim Forn (Interno), Meritxell Borras (Governo) e Dolors Bassa (Lavoro). Un nono esponente del governo catalano, Santi Vila, è tornato libero dopo aver trascorso una notte in cella grazie al beneficio della condizionale. Lui si era dimesso da ministro il giorno prima della dichiarazione di indipendenza ed è stato l’unico ad aver risposto alle domande del giudice spagnolo.

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Puigdemont libero

Nel frattempo, Carles Puidgemont e i quattro ministri che con lui erano stati arrestati in Belgio, sono stati rilasciati su libertà condizionata, dopo un lungo interrogatorio. A decidere questo è stato il giudice belga. Carles Puigdemont stesso ha subito commentato con un tweet: “Libero e senza cauzione.

Il nostro pensiero va ai colleghi ingiustamente incarcerati da uno Stato lontano dalla pratica democratica”. Gli altri carcerati erano il ministro della saluto Antoni Comin, la ministra dell’istruzione Clara Ponsati, il ministro della cultura Lluis Puig e Meritxell Serret, ministro dell’agricoltura. Quest’ultimo ha sottolineato su Twitter il fatto che non c’è stato bisogno della cauzione, cosa che in Spagna sarebbe stata invece necessaria. Carles Puidgmont si è detto pronto a collaborare con la giustizia belga. Ai cinque sono stati ritirati i loro passaporti e hanno l’imposizione di dimorare a Bruxelles o informare la polizia su dove si troveranno nei prossimi giorni in Belgio.

Udienza 17 novembre

Carles Puigdemont dovrà presto collaborare con la giustizia belga. E’ stata fissata tra due venerdì, alle ore 2 del pomeriggio, l’udienza presso il tribunale. In quella data verrà prese una decisione riguardo al mandato di arresto europeo che pende sul presidente della Catalogna e sugli altri quattro ministri.

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