Catalogna: non c'è accordo, no alla lista unica indipendentista
Catalogna: non c’è accordo, no alla lista unica indipendentista
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Catalogna: non c’è accordo, no alla lista unica indipendentista

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Anche in questo caso, niente accordo in Catalogna. È arrivata il no alla lista unica indipendentista, come invece auspicava il Presidente Carles Puigdemont.

Alle elezioni del 21 dicembre in Catalogna non ci sarà una lista unica indipendentista, come auspicato dal Presidente Carles Puigdemont dall’esilio di Bruxelles. I tre principali partiti sovranisti, Pdecat, Erc e Cup, riferisce Tv3, non hanno raggiunto un accordo per correre insieme prima di questa notte allo scadere del termine fissato per legge per la presentazione di coalizioni. I 10 “detenuti politici”, 8 membri del Govern di Puigdemont e due leader indipendentisti, dovrebbero essere candidati in liste diverse.

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Dopo la sospensione in via preventiva della dichiarazione di indipendenza, la Corte ha deciso , inoltre, di denunciare per disobbedienza alla sua sentanza la ex Presidente del Parlamento, Carmen Forcadell, insieme ad altri due funzionari, Ana Simo e Jose Maria Espejo.

Il premier belga, Charles Michel, parlando in parlamento della situazione catalana e dei suoi riflessi sul Belgio ha rincarato la dose dichiarando che non bisogna dare privilegia a Puigdemont: “Puigdemont è un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi.

C’è una crisi politica in Spagna, non in Belgio”, ha detto Michel. Quanto alla domanda d’asilo di Puigdemont “ogni cittadino ha diritto di farla, ha detto, ma non è un affare che riguarda il governo”.

Le parole di Puigdemont

Proprio ieri avevamo appreso la notizia del ricorso mosso da parte di Puigdemont nei confronti del governo spagnolo a seguito del mandato d’arresto spiccato nei suoi confronti. In una intervista a Catalunya Radio concessa da Bruxelles, luogo nel quale si trova in esilio, il leader catalano ha detto che l’Ue deve reagire davanti ad “una causa dei diritti umani. L’Europa non può consentire di tenere tutto il governo in prigione o in esilio. Sono assolutamente convinto che lo stato spagnolo stava preparando una dura ondata di repressione e violenza per la quale tutti saremmo stati ritenuti responsabili”.

L’ex presidente ha inoltre ricordato che “non sarebbe la prima volta” in cui la Spagna democratica viene chiamata ad affrontare “la vergogna nei tribunali internazionali”, ed ha citato tra gli altri il caso del presunto membro di Ekin, Xabier Beortegui, che denunciò torture dopo essere stato arrestato dalla guardia civile nel gennaio 2011 e allora Strasburgo condannò Madrid per non avere indagato sul caso.

La marcia dei sindaci

Intanto oggi circa 200 sindaci indipendentisti catalani hanno marciato a Bruxelles “per spiegare in prima persona la situazione” della regione catalana con lo scioglimento del parlamento locale e le conseguenze dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, chiedendo la liberazione di tutti i loro leader.

Sono stati però affiancati da un colorato contro sit-in degli unionisti.

Lo sciopero degli indipendentisti

Quello che sta preoccupando le autorità spagnole in queste ore è il maxi sciopero in corso per le strade e autostrade in Catalogna. Questa mattina, infatti, in diversi punti della Catalogna si è verificato un grande sciopero generale che riguarda strade e ferrovie proclamato contro la “repressione” dello stato spagnolo e per la liberazione dei “detenuti politici”.Le autostrade Ap7 e A2 sono state le prime vie in cui il traffico è stato interrotto poco dopo le 6 del mattino.

Altre 30 strade e autostrade sono state bloccate. Il traffico ferroviario regionale e ad alta velocità è pure stato interrotto. Intanto il premier spagnolo Mariano Rajoy ha auspicato davanti al Congresso che dalle elezioni del 21 dicembre emerga in Catalogna “un nuovo scenario che generi sicurezza, certezza e tranquillità nei cittadini”. L’obiettivo, ha aggiunto, è che dalle elezioni si torni alla normalità, che si apra una nuova fase politica nella quale si rispettino le regole del gioco”.

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