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Celiachia: la parola all'esperto
Bologna

Celiachia: la parola all'esperto

La parola a Dino Alverni, presidente dell'Associazione Italiana Celiachia Emilia Romagna Onlus.

Il 16 agosto scorso, un ragazzo bolognese è morto in seguito all’ingestione di un gelato. Davide soffriva di celiachia e di poliallergie alimentari e proprio queste ultime hanno provocato uno choc anafilattico che ha di poco preceduto la morte.

Di celiachia, va detto, non si muore. Bologna Magazine ha incontrato Dino Alverni, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia Emilia Romagna Onlus per chiarire alcune questioni intorno a questo disturbo davvero debilitante.

“La celiachia – esordisce Alverni – è una intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuta in molti cereali, tra i quali il frumento (o grano) che è un pò alla base della nostra tipica dieta mediterranea. Oltre agli alimenti prodotti con questi cereali, il celiaco deve prestare la massima attenzione anche agli alimenti di uso corrente, ad esempio i salumi, le caramelle, le farine anche di cereali che in origine non lo contengono, infatti il glutine può essere presente come semplice additivo o sotto forma di contaminazione”.

Quali spese deve affrontare una persona affetta da celiachia e quali sono le sovvenzioni?

“In genere, se il celiaco segue una dieta comprendente anche alimenti che non contengono glutine in natura, quali ad esempio riso, patate, mais, verdure, frutta eccetera non deve affrontare spese aggiuntive per seguire una corretta dieta, infatti per gli alimenti a base di farine, il celiaco dispone di una linea sempre più competa di prodotti dietoterapeutici preparati da ditte specializzate con farine alternative che vengono erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario.

Questi prodotti inoltre sono sempre più reperibili nella grande distribuzione organizzata. Va ricordato che, grazie ad una collaborazione tra la nostra associazione e il Servizio regionale Politica del Farmaco, la nostra regione è stata la prima a consentire questa reperibilità che sicuramente facilita il celiaco anche nella spesa quotidiana”.

I problemi del celiaco sembrano riguardare soprattutto l’alimentazione fuori casa.

“Il progetto Alimentazione Fuori Casa della nostra associazione, in dieci anni di attività ha creato una rete di duemila esercizi, ristoranti, pizzerie, hotel ed altro, perfettamente informati sulla cucina senza glutine, dal 2007 per effetto della applicazione della legge 123/2005 anche le USL effettuano corsi riservati ai ristoratori, ma purtroppo rimane una grande maggioranza di esercizi che solo all’occorrenza si improvvisano esperti e servono pasti anche ai celiaci. Questi rischi comunque non possono causare effetti così drammatici come nel triste caso di Davide poichè la celiachia non scatena shock anafilattico, che probabilmente è stata la causa di questo evento che mi ha rattristato moltissimo”.

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La celiachia e lo sport

L.

Bencivenga

Gentilissima,

provo a rispondere alle Sue domande.

La celiachia è una intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuta in molti cereali, tra i quali il frumento (o grano) che è un pò alla base della nostra tipica dieta mediterranea.

Oltre agli alimenti prodotti con questi cereali, il celiaco deve prestare la massima attenzione anche agli alimenti di uso corrente, ad esempio i salumi, le caramelle, le farine anche di cereali che in origine non lo contengono, infatti il glutine può essere presente come semplice additivo o sotto forma di contaminazione.

In genere, se il celiaco segue una dieta comprendente anche alimenti che non contengono glutine in natura, quali ad esempio riso, patate, mais, verdure, frutta eccetera non deve affrontare spese aggiuntive per seguire una corretta dieta, infatti per gli alimenti a base di farine, il celiaco dispone di una linea sempre più competa di prodotti dietoterapeutici preparati da ditte specializzate con farine alternative, che vengono erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario, entro tetti di spesa calcolati in modo da garantire un giusto apporto calorico derivato dai carboidrati.

Questi prodotti inoltre sono sempre più reperibili non solo nelle farmacie come in passato, ma anche nella grande distribuzione organizzata, e in negozi specializzati che si stanno moltiplicando ovunque.

Va ricordato che la nostra regione, per effetto della collaborazione tra la nostra associazione e il Servizio Politica del Farmaco della Regione Emilia Romagna, è stata la prima a consentire questa reperibilità che sicuramente facilita il celiaco anche nella spesa quotidiana.

Anche per il corretto monitoraggio della celiachia, il celiaco non deve affrontare spese, in quanto gli esami necessari vengono eseguiti in completa esenzione.

Possiamo dire sicuramente che il celiaco italiano gode di un livello di assistenza molto alto, che tuttora ci è invidiato in ogni altra parte del mondo.

Nella vita quotidiana occorre fare una distinzione di base, mentre tra le mura domestiche gli accorgimenti per evitare la contaminazione una volta acquisiti diventano presto una abitudine che non crea problemi, nella alimentazione fuori casa le cose cambiano radicalmente.

Sappiamo che oggi è sempre più necessario alimentarsi fuori casa, ad esempio per motivi di lavoro, ed è in queste occasioni che il celiaco incontra le difficoltà maggiori.

Nelle scuole e negli ospedali ormai fortunatamente il problema appartiene al passato, ora possiamo contare su strutture perfettamente informate ed in grado di soddisfare a pieno tutte le esigenze dei celiaci.

Nella ristorazione privata il discorso cambia radicalmente, il progetto Alimentazione Fuori Casa della nostra associazione, in dieci anni di attività ha creato una rete di duemila esercizi, ristoranti, pizzerie, hotel ed altro, perfettamente informati sulla cucina senza glutine, dal 2007 per effetto della applicazione della legge 123/2005 anche le USL effettuano corsi riservati ai ristoratori, ma purtroppo rimane una grande maggioranza di esercizi che, pur non avendo approfondite conoscenze, all’occorrenza si improvvisano esperti e servono pasti anche ai celiaci, spesso incappando in errori grossolani che mettono a rischio la salute di questi loro clienti.

Questi rischi comunque non possono causare effetti così drammatici come nel triste caso di Davide, non conosco le cause esatte e non ho le competenze necessarie per esprimere pareri scientifici, ma la mia impressione personale è che si tratti di un caso di allergia, la celiachia infatti coinvolge sempre il sistema immunitario ma non scatena shock anafilattico, che probabilmente è stata la causa di questo evento che mi ha rattristato moltissimo.

Anche da eventi drammatici come questo, a volte può nascere qualcosa di positivo, infatti questo potrebbe essere un episodio da portare come esempio alle Istituzioni, per fare in modo che una completa formazione sulle allergie ed intolleranze alimentari, sempre più frequenti al giorno d’oggi, diventi non più facoltativa ma obbligatoria da parte di tutti coloro che si occupano di ristorazione.

Non conosco il caso nel dettaglio, non so se si siano definite con chiarezza le cause di questo decesso, ma personalmente rimango il sospetto che, se fossero state seguite le procedure per una corretta cucina senza glutine, da anni divulgate da AIC e ora anche dalle USL, le cose sarebbero andate diversamente.

Questo sarà uno dei nostri impegni nell’immediato futuro, insieme ad ogni altra iniziativa che possa garantire la salute e la tutela dei diritti dei celiaci, questi infatti sono da sempre gli obiettivi della nostra associazione.

Dino Alverni.

Presidente Associazione Italiana Celiachia Emilia Romagna Onlus

Per ogni altro chiarimento può contattarmi telefonicamente

0542-34135 preferibilmente di mattina o pomeriggio dopo le ore 16

Cordiali saluti.

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