Censimento rom: la reazione di Mentana contro Salvini
Censimento rom: la reazione di Mentana contro Salvini
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Censimento rom: la reazione di Mentana contro Salvini

Mentana
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"Censimento? Guardate questa immagine”: così il direttore Mentana mostra la schedatura degli ebrei

“Non è nostra intenzione schedare nessuno, vogliamo fare una ricognizione dei campi rom”, così ha precisato Matteo Salvini all’indomani delle dichiarazioni sulla necessità di realizzare un censimento rom. Infatti, nella mattinata di lunedì 18 giugno il ministro degli Interni aveva parlato della necessità di un censimento dei nomadi per vedere “chi, quanti e dove sono”. Le sue parole hanno scatenato le polemiche da più fronti. Una reazione stizzita è arrivata anche da Enrico Mentana, direttore di Tg La7. In diretta durante l’edizione serale del suo telegiornale ha replicato alla proposta di Salvini.

Censimento rom: la replica di Mentana

In diretta durante il Tg delle 20 Enrico Mentana critica l’annuncio di Salvini di voler realizzare un censimento dei campi rom. La sferrata contrapposizione nei riguardi della proposta del leghista viene portata avanti dal direttore di Tg La 7 mostrando ai telespettatori un documento sulla famiglia Segre.

“È vero, Salvini ha detto ‘io non voglio schedare, è solo un censimento’, ma si chiamano sempre censimenti all’inizio“, ha polemizzato il giornalista.

“Io non sono tra quelli che vogliono accusare sempre Salvini di qualcosa”, ha poi tenuto a precisare. Ma ha sottolineato: “Voglio solo ricordare a tutti noi che in Italia 80 anni fa si iniziò a schedare”.

Così il direttore ha mostrato ai suoi telespettatori un’immagine di una denuncia di appartenenza alla razza ebraica. “È documento del febbraio 1939, quando un cittadino di Milano, Alberto Segre, vedovo di Foligno Lucia, andò davanti al delegato del Podestà e si dichiarò espressamente di razza ebraica, come era obbligato dalle leggi”, ha spiegato.

Poi ha evidenziato un piccolo, importante, particolare. “In fondo potete leggere anche un’altra cosa. ‘È pure di razza ebraica la mia figlia minore, Liliana, nata a Milano il 10 settembre 1939’. Quella bambina era colei che è diventata senatrice a vita“. Quindi ha dichiarato: “Liliana è sopravvissuta ed è il ricordo anche del fatto che se si comincia con una schedatura non si sa mai dove si va a finire”. Sullo schermo intanto Mentana ha fatto scorrere l’immagine del documento, così che potesse essere visionato da tutti i telespettatori.

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Le dichiarazioni di Salvini

“Sul censimento dei rom non mollo e vado dritto”: sono queste le parole pronunciate da Salvini all’indomani del polverone sollevato dalle sue dichiarazioni sui rom e la necessità di un censimento.

“Mi sto facendo preparare un dossier, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla ed è il caos. Ma quelli italiani ce li dobbiamo tenere”. Poi è arrivata la precisazione e una parziale ritrattazione. “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno. Il nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom”. Quindi ha tenuto a sottolineare: “Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente, perché si preferisce introdurli alla delinquenza”

Immediate le polemiche. “Una proposta aberrante. E’ l’ultimo atto di un escalation di messaggi pericolosi e inaccettabili”, ha dichiarato il segretario Martina. Sul caso è intervenuto anche Paolo Gentiloni, forse un po’ nostalgico del suo precedente ruolo ai vertici del governo italiano. “Ieri i rifugiati, oggi i rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo”, ha twittato l’ex Premier. “Bene la smentita, la schedatura è incostituzionale”, è stato il commento di Di Maio.

Subito l’Associazione rom e sinti e la comunità ebraica si sono scagliati contro il ministro degli Interni.

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