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Cercò di adescare una bambina con il gioco Ruzzle: condannato a due anni di carcere

Con la chat a servizio dell'applicazione cercò di adescare sessualmente una bambina tramite il gioco Ruzzle ma è stato condannato a due anni di carcere

Condannato un adescatore che usava Ruzzle

Arriva dal Piemonte la conclusione giudiziaria di una vicenda che a suo tempo fece molto scalpore, con un uomo che cercò di adescare una bambina con il gioco Ruzzle e che in queste ore è stato condannato a due anni di carcere.

Secondo un’accusa confluita a sentenza di terzo grado, cioè definitiva, un 70enne di Torino aveva iniziato a giocare online ed a suggerire alla vittima, una bambina, di scaricare app per mandare foto

Cercò di adescare una bambina con Ruzzle

I due avevano iniziato in maniera “innocente” a giocare a Ruzzle, il videogame per telefoni cellulari per divertirsi con il quale bisogna comporre parole più lunghe possibili utilizzando una serie di lettere.

Dopo che i genitori della vittima ebbero intuito a cosa stesse per andare incontro la loro bambina venne allertata la Polizia postale guidata con mansioni di Pg dal sostituto procuratore Lisa Bergamasco della procura di Torino. 

Le chat con le richieste sessuali e la denuncia

In sostanza l’uomo avrebbe anche cercato di convincere la bimba a scaricare altre applicazioni per la trasmissione di foto e ci avrebbe provato utilizzando la chat di supporto al videogioco.

Dopo la denuncia del padre della bambina, che all’epoca aveva solo 9 anni,  gli investigatori sono riusciti a risalire all’autore delle “richieste a sfondo sessuale”. Ecco perché lunedì 4 aprile la Corte di Cassazione ha emesso sentenza in un procedimento nel corso del quale le parti lese-civili sono state rappresentate dagli avvocati Luigi Del Vento e Frida Scicolone

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