Cesar e quella saudade al contrario - Notizie.it
Cesar e quella saudade al contrario
Calcio

Cesar e quella saudade al contrario

C’era una volta il calcio che sapeva commuovere con storie da vita di tutti i giorni. Trasferimenti saltati per spirito di appartenenza o giocatori-bandiera pronti a legare le proprie carriere a squadre tutt’altro che ambiziose pur di non tradire il proprio piccolo mondo antico: erano proprio altri tempi, anche se paradossalmente i guadagni di oggi favorirebbero più che un tempo significativi sacrifici. E’ solo retorica? Forse, ma fatto sta che il pallone di oggi non smette di regalarci esempi che fanno a pugni con la logica dei sentimenti, quando non con la logica e basta. Si pensi al caso di Vincio Cesar Da Silva, il difensore brasiliano fresco di firma con la Cremonese, che sarà la quinta squadra italiana della sua permanenza nel Belpaese, iniziata nove anni fa.

Nulla di male, non è in discussione la fedeltà di Cesar ad una squadra quanto piuttosto i motivi alla base del suo improvviso divorzio dalla Juve Stabia siglato a metà settembre, appena quindici giorni dopo la firma su un contratto semestrale propostogli dalla matricola campana.

L’ex difensore del Chievo aveva appena fatto in tempo a disputare una partita, quella con il Brescia, caratterizzata peraltro da uno svarione in occasione del gol di Feczesin, per poi commuovere tutti con una conferenza stampa in cui chiedeva scusa a società e tifosi annunciava il suo immediato ritorno in Brasile. “Non riesco più a stare lontano dai miei figli: il calcio è un lavoro ma prima di tutto c’è la vita. Penso che mi ritirerò o tornerò a giocare vicino a casa”.

Il presidente Manniello gli aveva stretto calorosamente la mano augurandogli buona fortuna. Chissà se ora penserà la stessa cosa dopo il passaggio del brasiliano alla Cremonese, ambiziosa formazione di Prima Divisione. A settembre Cesar era effettivamente tornato in Brasile ma evidentemente la saudade ha funzionato… al contrario. Irresistibile richiamo per il Belpaese? Chissà, ma di certo un ruolo nella vicenda l’ha avuto il cambio di procuratore dal brasiliano Pedrinho a Giorgio Zamuner.

Ma perché cambiare procuratore se il giocatore aveva annunciato l’addio al calcio. Dubbi insoluti, che non interessano alla Cremonese ma in fondo ancor meno alla Juve Stabia, che ha preso a volare. Ma ancora una volta a perdere è stato il senso romantico del pallone italico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche