Cesare Battisti, l'alta corte brasiliana deciderà su estradizione
Cesare Battisti, oggi l’alta corte brasiliana deciderà su estradizione
Esteri

Cesare Battisti, oggi l’alta corte brasiliana deciderà su estradizione

cesare battisti

Cesare Battisti nella giornata di oggi scoprirà la sua sorte definitiva. Ci sarà infatti la risposta definitiva del Supremo Tribunale Federale del Brasile.

Cesare Battisti nella giornata di oggi scoprirà la sua sorte definitiva. Nella giornata di oggi infatti ci sarà la risposta definitiva del Supremo Tribunale Federale del Brasile. In queste ore il Tribunale brasiliano è invitato ad analizzare ed elaborare la richiesta di habeas corpus la quale fu avanzata dai legali di Battisti. L’ex terrorista è convinto che il Tribunale emetterà una sentenza positiva nei suoi confronti. Battisti ormai si appoggia all’unico elemento, oramai, su cui può effettivamente sperare per non tornare in Italia.

Battisti estradato?

Cesare Battisti, nella giornata di oggi, riceverà il verdetto da parte del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano. La tensione è tanta e l’attesa fa sudare freddo l’ex terrorista. Il Tribunale brasiliano dovrà esaminare la richiesta di habeas corpus che hanno avanzato i suoi legali in precedenza. L’habeas corpus sarà l’unica possibilità rivolta a Battisti per non tornare in Italia e rimaere così all’estero tutelato dall’asilo politico.

L’uomo degli anni di piombo teme per la sua incolumità fisica. Alla stampa Battisti ha infatti dichiarato che ha paura di tornare in Italia per quello che potrebbero fargli in carcere.

La paura di Battisti

Sui media brasiliani Cesare Battisti da sfogo alle sue paure e alle critiche che rivolge all’Italia. Il suo timore più grande è quello di venire ucciso dai penitenziari italiani. L’ex terrorista inveisce contro Roma e contro l’Italia tutta. Sui giornali dichiara che in Italia i media hanno alimentato fin troppo l’odio nei suoi confronti e per questo motivo teme profondamente per la sua vita. Chi dovrà prendersi cura di lui in carcere, ovvero la polizia penitenziaria, è la prima potenziale candidata a spingersi oltre con le violenze. L’ex terrorista parla in questo modo giustificato da esperienze precedenti. L’uomo infatti racconta che in altre e diverse occasioni l’Italia ha dimostrato di essere capace di tutto.

La sua paura più grande è che si attui un’operazione illegale con i mercenari italiani.

Esperienze precedenti

Le forze armate italiane hanno cercato di sequestrarlo nel 2015, così dichiara l’imputato. Per non parlare dell’episodio verificatosi a Corumbà, in Bolivia, circa due settimane fa. Insomma, Battisti, sembrerà strano a dirlo ma ha veramente paura di tornare in Italia. Non per il destino che lo aspetta, recluso in carcere, ma per la sua incolumità.

Esito positivo

Ormai il tempo che divide Battisti dall’Italia è veramente molto breve. In queste ore si verrà a conoscenza della scelta definitiva del Brasile. Battisti in ogni caso rimane piuttosto positivo sugli esiti della Corte Suprema brasiliana. L’imputato dichiara che secondo lui la sua estradizione, al momento, è impossibile. La legge parla chiaro e un decreto emesso non può essere revocato in solo cinque anni dall’approvazione. I legali della difesa esporranno come argomentazione il fatto che lui rappresenta l’unica sostanziale entrata economica sia per il figlio che per la compagna.

Di fatto è lui quello che mantiene la sua famiglia, quindi se dovesse andarsene abbandonerebbe i suoi cari in una situazione piuttosto complicata. La compagna di Battisti, Carmen Lucia, ha anche inviato una lettere al presidente dell’Stf scrivendo che il loro figlio è particolarmente dipendente dal padre sia a livello affettivo che a livello economico.

Verdetto

Anche se al momento niente è ancora chiaro, le speranze di Battisti sono tutte riposte nell’habeas corpus. Nel frattempo non possiamo che attendere nuove informazioni dal Brasile.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche