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Cetriolo di mare: si mangia o è pericoloso?

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L’Oloturia, meglio conosciuta come Cetriolo di mare, è un echinoderma diffuso in tutti i mari. Si può mangiare o è pericoloso? Le specie commestibili e non.

L’Oloturia, più comunemente nota con il nome di Cetriolo di mare, è un echinoderma.

Questo animaletto dalle piccole dimensione vive nei fondali marini di tutto il mondo e fa parte della stessa famiglia cui appartengono anche le stelle marine e i ricci di mare. Proprio per la forma bitorzoluta è chiamato Cetriolo di mare: di forma allungata e dal corpo ruvido, ricorda molto l’ortaggio omonimo. Il colore invece può variare molto dalle tonalità più vivaci a quelle più spente. L’oloturia può vivere a diverse profondità marine, ma sempre attaccata al fondale marino, come le specie bentoniche cui appartengono.

Molto difficili da catturare, questi echinodermi hanno un efficace sistema di difesa. In una situazione di pericolo, i Cetrioli di mare espellono all’esterno tutte le loro interiora per confondere i predatori. In questo modo riescono a fuggire e a sopravvivere, dato il loro alto potere rigenerativo.

È commestibile o è pericoloso?

Il Cetriolo di mare è commestibile, ma non tutte le specie che si trovano in natura. Quelle che popolano i mari europei non lo sono, mentre è commestibile l’Oloturia che vive negli Oceani Indiano e Pacifico.

Il nome della specie commestibile è Holoturia Edulis e, proprio perché molto diffusa nei mari orientali, è uno dei piatti della cucina tradizionale orientale. Anche se commestibile, questo Cetriolo di mare non è certo più facile da catturare. Proprio come le altre specie, rimane un animale fuggevole, motivo che rende i piatti a base di Oloturia delle rare prelibatezze. Conosciuti e apprezzati in tutto l’Oriente, questi echinodermi assumono nomi diversi in ogni Paese asiatico.

In Cina sono chiamati Trepang, in Giappone Namako, in Indonesia invece possono avere tre nomi diversi: Tripang, simile al cinese, Gamat o Balatan.

Come si cucinano?

I Cetrioli di mare possono essere mangiati freschi e crudi, come una sorta di sushi, essere usati come ingredienti per zuppe e stufati. Nelle zuppe vengono spesso abbinati con funghi e cavolo cinese, ma possono anche essere fritti, a seconda dei gusti. Infine, si può assaporare l’Oloturia anche dopo averla essiccata. Per eliminare batteri e ridurre le tossine contenute nel Cetriolo di mare è però consigliato bollirli, invece che mangiarli crudi. Il segreto per una cottura perfetta è però la pulizia: per poterli guastare al meglio, bisogna rimuovere le viscere e, in particolare, l’intestino, in genere pieno di sabbia e fango. Questo prelibato animaletto dei fondali si presta a diversi tipi di cottura ed è ottimo sia da protagonista del piatto, sia come ingrediente non protagonista.

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