Champions, Barça-Juve 0-0: il muro bianconero manda a casa i blaugrana. Ecco le pagelle
Champions League, Barça-Juve 0-0: il muro bianconero manda a casa i blaugrana. Ecco le pagelle
Calcio

Champions League, Barça-Juve 0-0: il muro bianconero manda a casa i blaugrana. Ecco le pagelle

Champions, Barça-Juve 0-0: il muro bianconero manda a casa i blaugrana. Ecco le pagelle
Champions, Barça-Juve 0-0: il muro bianconero manda a casa i blaugrana. Ecco le pagelle

La Juventus soffre e si difende. Il Barcellona non riesce neanche a vincere. La "remuntada" non è mai iniziata. Per i bianconeri è semifinale di Champions.

Mancavano pochi minuti e già la Juventus se la rideva sotto i baffi. E al fischio conclusivo, ha stretto forte la sua conquista della semifinale di Champions League. Conquista meritata perchè è stato un match di ritorno degno della difesa più forte d’Europa. Una difesa in cui hanno spadroneggiato, ancora una volta, Buffon, Bonucci e Chiellini. Eppure al Camp Nou, il Barcellona aveva vinto le ultime 15 gare, segnando ben 50 gol. Ma stasera non è stata quella giusta. I blaugrana non riescono nemmeno a mettere a segno una rete, sebbene lo specchio della porta lo abbiano visto da vicino molte volte. Ma hanno dovuto scontrarsi con una muraglia. La Juve ha intonato mirabolanti verticalizzazioni e disegnato puntuali contropiedi. Tanto è bastato per bloccare una remuntada catalana che, purtroppo per loro, non ha mai aperto il suo sipario.

Ecco le pagelle di Barcellona-Juventus 0-0

Barcellona

TER STEGEN: sv – 90 minuti di relax.

Avrebbe potuto farsi un tè e sorseggiarlo coi pasticcini.

SERGI ROBERTO: 5 – Se non fosse stato per quel destro nel secondo tempo, non ci saremmo nemmeno accorti della sua presenza (dal 32’, MASCHERANO: sv – Ingresso inutile. Eppure poteva essere un bel tiro in porta, ma lo sfiora appena. E a una spanna da Buffon. Imperdonabile).

PIQUE’: 6 – A volte appare, a volte scompare. Il suo inizio è tollerabile. Conclude la partita da attaccante aggiunto.

UMTITI: 6 – Sollecitato dai compagni a spizzichi e bocconi. Ma a chiamata, risponde. Rompe le uova nel paniere agli attaccanti bianconeri.

JORDI ALBA: 6 – Spalla di Neymar, sebbene le palle giocabili, negli ultimi metri, non siano state molte. Ma quelle poche, le ha manovrate con intensità.

RAKITIC: 5 – Spento. Appassito. Neymar gli serve un gol pronto da cuocere all’istante ma lui spreca goffamente la palla. Dopodiché, l’oblio (dal 13’, ALCACER: 5 – Poteva rendersi utile, invece la sua offensiva risulta più debole del previsto).

BUSQUETS: 5,5 – Poteva fare la differenza, ma gli mancano le idee.

Soprattutto in fase di di impostazione. Ha qualche sprazzo, ma è troppo poco.

INIESTA: 6 – Ha energia e dinamismo. Ma soprattutto ha, tra i piedi, una miriade di palloni da giocare. E li gioca. Eccome se li gioca. Anzi, non spreca nulla. Ha ottime intuizioni. Peccato non vengano sviluppate al meglio dagli altri.

MESSI: 5,5 – Considerando tutti i gol mancati, doveva essere 4,5. Ma il punto in più glielo si deve per averci creduto. E per averci provato in tutti i modi. Non arriva alla sufficienza perché forse si è dimenticato che la porta è più bassa almeno di un metro.

SUAREZ: 4 – Che tristezza! Avevano tutti grandi aspettative per lui. Siamo sicuri che anche gli stessi bianconeri se lo aspettassero diverso. Eppure, non solo combina poco, ma con quel poco che combina crea più danni che profitti.

NEYMAR: 7,5 – Se avesse almeno fatto un gol, sarebbe stato da 8,5.

Resta comunque il migliore. È un tritasassi, sebbene si spenga un po’ sul finale. Ma considerando tutta l’energia che ci ha messo, è un miracolo che abbia durato così tanto. Si arrende per ultimo. Unica pecca: l’egoismo. Ogni tanto dovrebbe ricordarsi che ci sono dei compagni attorno a lui…

All. Luis ENRIQUE: 6 – Ha preparato una squadra per l’attacco. E ci è riuscito. Ma ha pagato il disordine e la poca tessitura di gioco. Discutibili i suoi cambi. Ma cos’altro avrebbe potuto fare?

Juventus

BUFFON: 6 – Due le parate che lo hanno impegnato: la prima su un sinistro di Messi e la seconda su un corner. Ma ha dovuto stare con le antenne alzate per tutti i 90 minuti.

DANI ALVES: 6,5 – Vigila su Neymar e non lo molla più. Si rivela davvero prezioso.

BONUCCI: 7 – Un gladiatore che serra e chiude, stroncando di testa e di piede ogni velleità avversaria.

CHIELLINI: 8 – Il migliore.

Spazza via Suarez e si rivela tanto provvidenziale quanto indispensabile. Perché sporca ogni pallone e si fa trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. Irrinunciabile.

ALEX SANDRO: 6 – Chiamato poco in causa. Nel primo tempo, riposa; nel secondo fa il suo ma senza grossi affanni.

PJANIC: 6 – Si fa sentire nel primo tempo, soprattutto su Iniesta. Cala nella ripresa. Ciò nonostante, fa ciò che deve senza sbavature.

KHEDIRA: 6 – Tattico ma sofferente, riesce a esprimersi soltanto nel finale. Peccato per quel giallo che gli costa la semifinale di andata.

CUADRADO: 6,5 – Poteva essere da 7, ma spreca così tante palle gol che se ne è perso il conto. Compreso quel tiro molle in porta che avrebbe potuto dare un po’ di colore al match. Ciò nonostante, è come il prezzemolo: ovunque (dal 37’, LEMINA: SV – Rinforza la difesa. Obiettivo raggiunto).

DYBALA: 5,5 – Non era nella sua forma abituale. Soprattutto considerando la sua prestazione dell’andata.

Restano la classe e i palloni giocati comunque con tentata cognizione di causa. Cala vistosamente e se ne esce con qualche rimpianto (dal 29’, BARZAGLI: 6 – Getta acqua sul fuoco degli ardori blaugrana).

MANDZUKIC: 6 – È un globe-trotter in difesa ma, a volte, poco lucido in contropiede. Compie diverse azioni meritevoli ed è dappertutto.

HIGUAIN: 5 – Imperdonabili quei due palloni sprecati. Impreciso, isolato e approssimativo. Ogni tanto si desta a con un guizzo ma da lui i 5000 spettatori al Camp Nou si aspettavano certamente di più (dal 43’, ASAMOAH: SV – L’ulteriore rinforzo difensivo di Allegri).

All. Massimiliano ALLEGRI: 7 – Ha organizzato una squadra con ordine maniacale. E la macchina da guerra della difesa dei bianconeri ha dimostrato di funzionare alla perfezione. In più, si è coraggiosamente presentato schierando, senza badare a spese, quattro punte. Una lucida follia che gli è valsa la semifinale. Applausi.

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