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Champions: la terribile beffa della Sampdoria

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Maledetta inesperienza. Fa davvero male uscire così, dopo che al termine dei 180′ la Sampdoria non si era dimostrata inferiore al quotato Werder Brema. Al meno dal punto di vista tattico e del coraggio. Dopo una partita di ritorno impeccabile, il mondo crolla addosso ai blucerchiati al 93′, quando il diagonale di Rosenberg non lascia scampo a Curci. È la condanna ai supplementari, ma di fatto è la sentenza che qualifica i tedeschi con mezz’ora di anticipo: come dirà Pazzini nel post partita, la squadra non ne aveva più fisicamente e psicologicamente, e la beffa era nell’aria.

E pensare che otto minuti prima Cassano, con un rocambolesco colpo di tacco, aveva lanciato l’unico acuto della sua partita: sembrava l’anticamera del Paradiso, ma paradossalmente si è trasformato in un Limbo, perchè i blucerchiati cedono psicologicamente fino a subire il pesantissimo 1-3.

Per 70′, prima di calare inevitabilmente, era stata una Samp perfetta: la mossa di Di Carlo di schierare Guberti dietro le due punte era stata geniale, al resto pensava il pressing asfissiante di tutta la squadra. Dopo 13′ era già due a zero grazie a due perle di Pazzini.

Ma al 93′ la luce si è spenta e l’extra time è durato dieci minuti, il tempo necessario a Marin, il fantastico nuovo Ozil, di colpire una traversa e di servire a Pizarro l’assist per la botta del 2-3, pesantissimo anche in termini di ranking Uefa, con i tedeschi ormai certi di portare quattro squadre alla Champions 2012-2013 a discapito dell’Italia. Poi è solo scoramento pur nel tributo di “Marassi”. E ora? Si riparte, forse, da Cassano e Pazzini, ma nè il giocatore nè il presidente Garrone hanno escluso sorprese.

Tutto per un minuto di follia.


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