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Charlie, appello di Papa Francesco per “difendere la vita”

Il Papa interviene su Twitter sul caso del piccolo Charlie Gard, il bimbo inglese di 10 mesi a cui nelle prossime ore potrebbe essere staccata la spina del respiratore, e difende la vita.

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La presa di posizione del pontefice

Appello

Sono ore di angoscia per il destino, che ormai sembra irrimediabilmente segnato, del piccolo Charlie Gard, il bimbo inglese di 10 mesi per cui persino la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, alla quale avevano fatto ricorso i genitori del piccolo, ha dato il via libera perché l’ospedale di Londra in cui è ricoverato, dia seguito alla sua decisione di staccare la spina al respiratore che lo tiene in vita.

Ora si è espresso anche Papa Francesco, a cui da giorni molti cristiani conservatori chiedevano di prendere posizione. Ebbene, in un tweet il pontefice ha ribadito quella che da sempre è la posizione della Chiesa: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”.

Non ha citato esplicitamente Charlie, tuttavia il riferimento è chiaro. Ma qual è la malattia di cui soffre il piccolo e per la quale c’è chi vorrebbe cesare di curarlo, “preferendo” portarlo di fatto alla morte per soffocamento? Cerchiamo di spiegarlo qui.

La malattia di Charlie

Con il respiratore

Il bimbo è affetto da malattia genetica non rara ma rarissima, di cui ci sono solamente 16 casi al mondo, tutti bambini: la sindrome da deplezione del dna mitocondriale.

Una malattia per cui chi ne è affetto non è un malato terminale, ma è inguaribile, e viene portato alla morte – a qualche speranza nel migliore dei casi –. In realtà si tratta di un gruppo di patologie genetiche causate da mutazioni nei geni nucleari – il RRM2B nel caso di Charlie –, i quali sono coinvolti nel mantenimento del dna dei mitocondri, che possono essere definiti la “centrale elettrica delle nostre cellule”. In chi soffre dalla sindrome da deplezione del dna mitocondriale, si perde il materiale genetico dei mitocondri, che non funzionano o lo fanno male, e il corpo non riesce a produrre sufficiente energia. Ciò porta, tra atroci sofferenze, ad un progressivo deperimento degli organi, a cominciare dai muscoli, dal fegato e dal cervello. Questa malattia compare nei primi giorni o nei primi mesi di vita e di solito l’aggravamento è repentino dopo i primi sintomi, quali difficoltà di alimentazione, di crescita e la progressiva debolezza muscolare.

Ora ai genitori di Charlie, Chris Gard e Connie Yates, è stato almeno “concesso un po’più di tempo” per stare con il figlioletto malato: il respiratore che lo tiene in vita, avrebbe dovuto essere staccato oggi alle 12 ora italiana. Ricordiamo che i due giovani si sono visti negare la possibilità di portare il loro bambino negli Stati Uniti per una cura sperimentale, oltretutto pagando il viaggio di tasca propria grazie ad una proficua raccolta fondi di 1,4 milioni di sterline, e anche la possibilità di poter almeno portare Charlie a casa, come “gli avevano promesso”, per fargli un bagnetto, per farlo salutare dai nonni e farlo morire nella culla pronta nella sua cameretta che non ha mai visto.

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