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Charlie Gard, il triste annuncio dei genitori: “Il nostro splendido bambino se n’è andato”

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Oggi, in un hospice di Londra per malati terminali, è stata staccata la spina del respiratore che teneva in vita Charlie Gard, il bambino di 11 mesi da una rarissima ed incurabile malattia.

La fine

E' morto

Com’era stato annunciato e contrariamente a quanto molti avevano iniziato a sperare, a Charlie Gard è stata staccata oggi, venerdì 28 luglio, la spina del respiratore che lo teneva in vita. Ricordiamo che il bimbo inglese, che non potrà spegnere la sua prima candelina il 4 agosto prossimo e la cui triste vicenda ha spaccato l’opinione pubblica anche in Italia, era affetto da Sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia rarissima che ha colpito soltanto 16 persone al mondo e che blocca lo sviluppo di organi come il cervello, i muscoli – incluso il cuore – e il fegato, ovvero quelli che consumano più energia.

Il respiratore avrebbe dovuto essere staccato alle ore 12, e se Charlie ha vissuto di più, è stato solo perché il giudice dell’Alta Corte britannica, Nicholas Francis – contrariamente al desiderio dei genitori, che avevano chiesto di poter far morire a casa il bambino o almeno di lasciarlo nel prestigioso Great Ormond Street Hospital dov’era ricoverato –, ha deciso che fosse trasferito in un hospice per malati terminali.

Hanno lottato fino alla fine

E’ stato lì che, poco dopo l’avvenuto trasferimento del piccolo, i tubi della ventilazione artificiale sono stati staccati. “Il nostro splendido bambino se n’è andato”, ha riferito al Daily Mail la madre di Charlie, Connie Yates, che ha aggiunto: “Siamo molto orgogliosi di te” – per come il bimbo si è battuto fino alla fine contro la malattia –. Connie, insieme al marito Chris, ha tentato con tutte le sue forze di salvare la vita al figlio gravemente disabile: ha lottato fino all’ultimo contro la decisione dell’ospedale di staccargli la spina e poi contro i tribunali d’Inghilterra e persino contro la Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che aveva dato ragione alla struttura “nell’interesse del bambino”. La sua mamma e il suo papà avevano persino raccolto i fondi necessari per portarlo negli Stati Uniti, per farlo sottoporre ad una cura sperimentale per la patologia di cui soffriva, ma con la battaglia legale intentata dall’ospedale si è perso troppo tempo: quando nei giorni scorsi è arrivato a Londra il professor Michio Hirano, eminente professore di neurologia alla Columbia University di New York, per visitare Charlie insieme al professor Enrico Silvio Bertini del Bambin Gesù – ospedale romano della Santa Sede che si era detto pronto ad accoglierlo, dopo un appello di Papa Francesco per salvargli la vita –, ha stabilito che fosse ormai troppo tardi per sperare nel successo delle cure sperimentali.

Così quattro giorni fa, il 24 luglio, mamma Connie e papà Chris hanno annunciato la loro rinuncia alla battaglia legale per portare il bambino negli USA. In favore di Charlie si era espresso anche il presidente americano Donald Trump.

Il messaggio di Papa Francesco e della Chiesa

Papa Francesco aveva chiesto di risparmiarlo

Dal Vaticano è arrivato un tweet dal pontefice: “Affido al Padre il piccolo Charlie e prego per i genitori e le persone che gli hanno voluto bene”. Si è espresso anche monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il quale ha sottolineato che “Dio non stacca la spina”.

Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

“Questa vicenda – ha detto il monsignore – ci spinge a promuovere una cultura dell’accompagnamento” e “dire tre grandi no: quello all’eutanasia, all’abbandono e all’accanimento terapeutico” a favore di “grandi sì” come “l’accompagnamento, il progresso della scienza e il sì alla terapia del dolore”.


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