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Che cos’è l’ipersonnia?
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Che cos’è l’ipersonnia?

E’ capitato anche a te, qualche volta, di avere voglia di dormire anche di giorno? I medici chiamano “ipersonnia” il disturbo che porta chi ne soffre ad appisolarsi spesso durante la giornata, e può essere ricondotto a cause diverse. La principale causa di ipersonnia è la privazione del sonno durante le ore notturne. Il fenomeno può derivare da cattive abitudini quotidiane, come per esempio esagerare con il consumo di caffè o alcol (o di entrambi) prima di mettersi a dormire, fare cene troppo abbondanti, lavorare fino a tardi oppure fare sport nelle ore serali. Per risolvere il problema dell’ipersonnia è fondamentale correggere prima questi errori.

L’origine di tale disturbo del sonno potrebbe essere nelle apnee notturne ostruttive, un problema di cui soffre il 5% della popolazione italiana maschile e il 2% di quella femminile. Si tratta di una interruzione o un rallentamento della respirazione durante il sonno, che può durare da qualche secondo ad alcuni minuti.

Il problema incide parecchio sulla qualità del sonno, rendendolo frammentato e quindi poco riposante. Alla lunga le apnee possono provocare pericolosi scompensi cardiaci. Altra causa di ipersonnia potrebbe essere una forma di depressione: in quella “classica” di solito si verifica il risveglio precoce mattutino: la persona che ne soffre si addormenta subito ma si risveglia dopo 3-4 ore e non riprende più sonno.

Nella depressione bipolare, invece, dove c’è un’alternanza di periodi euforici seguiti da altri in cui prevale la malinconia,l’ipersonnia compare prevalentemente nella fase “triste”. Stanchezza cronica, desiderio incontenibile di dormire durante il giorno e metabolismo rallentano sono sintomi di un problema alla tiroide: potrebbe trattarsi di ipotiroidismo, che si verifica quando c’è una carenza di ormone tiroideo. E’ sicuramente un disturbo curabile, ma conviene iniziare subito la cura perché se la tiroide non funziona come dovrebbe ne risente l’intero organismo.

Anche il sovrappeso può provocare ipersonnia, perché rende difficoltosa la respirazione notturna causando apnee e conseguenti risvegli.

Il risultato è un sonno di pessima qualità e la necessità di recuperare durante il giorno. Per dormire meglio è consigliabile adottare uno stile di vita sano, stando attenti all’alimentazione e svolgendo attività fisica giornaliera. Se l’ipersonnia dura per più di un mese e condiziona la qualità della vita e le relazioni sociali è il caso di rivolgersi ad un Centro di medicina del sonno, per sottoporsi ad esami specifici.

L’ipersonnia non va confusa con la narcolessia, che è invece una malattia invalidante che si caratterizza per i frequenti attacchi di sonno, associati però ad una improvvisa perdita delle forze (talvolta con svenimenti e caduta a terra) in presenza di forti emozioni, per esempio una fragorosa risata o una rabbia eccessiva. A volte, inoltre, ci si sveglia incapaci di muoversi o in preda ad allucinazioni.

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