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Che cos’è segreto di Stato Gioia Tauro
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Che cos’è segreto di Stato Gioia Tauro

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Tra le stragi che hanno funestato l’Italia negli “anni di piombo” e per le quali il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato la direttiva che elimina il segreto di Stato, c’è anche quella di Gioia Tauro (Rc), avvenuta il 22 Luglio 1970. Anche questa strage, nonostante numerose inchieste avviate, non ha un colpevole né un movente. Restano perciò ombre e dubbi circa la vicenda ancora oggi a distanza di tanti anni.

La strage (anche questa poteva assumere dimensioni maggiori, ma per fortuna provocò solo sei morti e circa 70 feriti) avvenne sul treno Palermo-Torino, sul quale fu posizionata una bomba. L’esplosione fece deragliare il treno, che si trovava nei pressi della stazione di Piana. Il convoglio trasportava circa 200 persone, tra cui 50 pellegrini diretti a Lourdes. Le persone decedute si trovavano tutte tra la nona e l’undicesima carrozza, dove appunto era avvenuta l’esplosione. Subito dopo l’incidente si parlò di un errore umano o di un guasto meccanico.

L’ipotesi dell’attentato fu tenuta da parte per un po’ di tempo, forse per motivi politici.

Il primo ad avanzare tale eventualità fu il giornalista Mario Righetti che lavorava per il “Corriere della Sera”, che era anche uno specialista di tecnica ferroviaria. I marescialli Giuseppe Ciliberti e Guido De Calris, ai quali fu affidata l’inchiesta, erano concordi che si trattasse di un guasto tecnico, e lo scrissero anche in una relazione. Ma il 16 Giugno 1993 due pentiti della ‘ndrangheta rivelarono alleanze esistenti tra la criminalità organizzata e i movimenti politici estremisti che in quel periodo terrorizzavano il Paese. Uno dei pentiti, Giacomo Ubaldo Lauro, confessò in seguito, l’11 Dicembre 1994, di aver preso parte alla vicenda, e di avere lui stesso provveduto alla consegna dell’esplosivo per l’attentato sul treno. In cambio l’uomo aveva ricevuto dei soldi.

La testimonianza di Lauro venne poi confermata da un altro pentito, Carmine Dominici. Il processo per strage, conclusosi nel gennaio 2006, portò ad un’unica condanna, emessa a carico di Lauro per “concorso anomalo in omicidio plurimo”, però il reato si era ormai estinto per prescrizione.

Ora i fascicoli di questa strage, per effetto della direttiva del 22 Aprile 2014, sono consultabili da tutti perché non più coperti dal segreto di Stato.

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