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Che fine ha fatto Cloris Brosca, la "zingara" della luna nera?

cloris brosco

Cloris Brosca, che fine ha fatto l'attrice partenopea che interpretava la zingara nel programma Luna Park? Vediamolo insieme.

Cloris Brosca, da zingara nel programma Luna Park a mamma protettiva in Che Dio ci aiuti.

Chi si ricorda la bella attrice nei panni della zingara? Il suo jingle è diventato un motto: “la luna nera“, il tormentone che accompagnava le puntate di Luna Park. Vediamo che fine ha fatto oggi la zingara di La luna nera.

Cloris Brosca, la zingara di Luna Park

Luna Park è stato un programma trasmesso su Rai Uno in prima serata a partire dal 1994. Il titolo del programma viene messo in risalto dalla scenografia, man mano cambiata creativamente durante gli anni successivi.

Il programma era stato fortemente voluto dall’allora direttore artistico della Rai, Pippo Baudo. La Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno, infatti, stava spopolando e l’idea di Pippo Baudo era quella di arginare il programma creandone uno nuovo che avesse la stessa efficacia nel pubblico.

La particolarità del gioco era quella di avere un ospite diverso alla conduzione ogni settimana. Tra i conduttori erano previsti Fabrizio Frizzi il lunedì, Milly Carlucci il martedì.

Per il mercoledì la conduzione era affidata a Mara Venier e per il giovedì a Rosanna Lambertucci. L’ultima puntata della settimana vedeva in scena lo stesso direttore artistico della Rai, Pippo Baudo.

Cloris Brosco: gli anni della carriera

Nasce così Luna Park, in onda dal 1994 fino al 1997. E’ questo l’ambiente in cui Cloris Brosca viene scoperta dal pubblico. Il suo ruolo era quello della zingara all’interno di uno dei giochi del programma televisivo di Rai Uno.

In realtà la donna aveva intrapreso la carriera di attrice a fianco di persone talentuose del calibro di Eduardo De Filippo, Tino Buazzelli, Gigi Proietti, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore e Marcello Mastroianni, prima di approdare in televisione. Piccole parti televisive erano state prese da Cloris in alcune pubblicità, come quella del detersivo Dixan nel 1987. La zingara era tornata in televisione per essere ospite al programma di Rai Uno, Uno Mattina Estate.

Nel corso dell’incontro, all’interno del programma, Cloris era tornata a vestire i panni della zingara, per dire la sua opinione riguardo gli italiani e le credenze sulla cartomanzia. Poi ha lasciato il piccolo schermo per dedicarsi al teatro.

Radicale cambiamento per Cloris Brosca: la donna è tornata sul piccolo schermo in una veste tutta nuova. Dalla zingara di Luna Park, simbolo degli anni ’90, a mamma protettiva nella fiction Che Dio ci aiuti. La fiction ha come protagoniste delle suore di un convento. La produzione l’ha chiamata nel cast per interpretare la mamma di Monica, uno dei volti noti all’interno della fiction. Con l’esordio di ’90 Special, programma condotto da Nicola Savino, Katia Follesa e Ivana Mrazova, si spera di rivedere Cloris sul piccolo schermo. Dopo aver riportato alla mente degli amanti degli anni ’90 Eiffel 65, Mietta, Ela Weber e le Lollipop, forse sarà la volta della zingara Cloris Brosca.

Cloris Brosca: come è cambiata la sua vita

Oggi Cloris ha 62 anni e vive a Roma insieme al marito, un cardiologo campano che ha conosciuto al matrimonio del regista di Luna Park. Gli anni per lei sono passati, ma è ancora considerata da molti una bella donna: oggi la vediamo con i capelli bianchi, corti e dritti. Il suo sorriso è ancora splendido.

Poco tempo fa, la donna ha rilasciato un intervista per Vanity Fair, nella quale ha dichiarato: “Ho cominciato a fare l’attrice, timorosamente, a 16 anni studiando con un maestro privato per accedere all’Accademia di Arte Drammatica, e debuttando con Orazio Costa e Tino Buazzelli. Ma all’inizio degli anni ’90, dopo la morte di mio padre, avevo deciso di smettere: volevo dedicarmi a lavori “normali”, riappropriarmi di ritmi più umani”. La famosa zingara dice di essersi adattata anche a lavori più umili che le hanno permesso di fare esperienze importanti. Poi conclude: “Ho sentito il bisogno di tornare in scena, capendo che era quella – la recitazione – la mia strada”.