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Che tempo che fa, Papa Francesco: “Si pensa alle guerre, non alle persone”

Si tratta della sua prima partecipazione ad un talk show televisivo: Papa Francesco è intervenuto come ospite a Che tempo che fa.

Pontefice Fabio Fazio

Questo è un momento epocale per la televisione italiana. Papa Francesco è apparso in qualità di ospite a Che tempo che fa: si tratta della prima partecipazione in assoluto del Pontefice ad un talk show televisivo.

Il Pontefice va da Fabio Fazio, l’accoglienza del conduttore

Il conduttore ha accolto Papa Francesco visibilmente emozionato: Ascoltare il Santo padre è un dono per tutti. Il fatto che lo faccia in una situazione popolare come la tv è un segnale di come voglia parlare a tutti. Ogni parola è diretta, semplice e intensissima”, sono le parole d’esordio del conduttore.

Il Pontefice ha risposto a questo caloroso benvenuto parlando fin da subito di piccoli e grandi problemi quotidiani, gente che vive difficoltà economiche, arrivando poi ad umanizzare la sua figura, che sopporta tanti altri cittadini ogni singolo giorno: “Vedo tanta gente che sopporta cose brutte, quotidiane, che nella propria debolezza sopporta difficoltà familiari, economiche, chi non arriva a fine mese.

Io non sopporto tanto, sopporto come tutta la gente. E non sono solo, c’è tanta gente che mi aiuta, tutta la Chiesa, gli impiegati accanto a me [… non sono un campione di peso che sopporta le cose, sopporto come quasi tutta la gente sopporta”.

“Si pensa alle guerre, non alle persone”

Il Santo Padre ha poi portato all’attenzione il difficile tema delle guerre: “Nell’immaginario universale, quello che conta è la guerra, la vendita delle armi. Con un anno senza fare armi, si potrebbe dare educazione e cibo gratis a tutto il mondo, ma questo è in secondo piano: si pensa alle guerre, siamo abituati a questo. É duro, ma è la verità. Le guerre producono bambini che muoiono al freddo, ma sono di seconda categoria. Non voglio fare il tragico, ma è la verità. Oggi è più importante la guerra: ideologica, di potere, commerciale”.

La questione dei Migranti: “Dobbiamo pensare una politica continentale”

Nella lunga riflessione di Papa Francesco c’è stato spazio anche per un altro tema scottante vale a dire quello dei migranti: “Quello che si fa con i migranti è criminale. In Libia ci sono lager controllati dai trafficanti. Uso la parola lager. Cosa soffrono nelle mani dei trafficanti coloro che vogliono fuggire…”. Ha poi aggiunto:Soffrono, poi rischiano per attraversare il Mediterraneo. Alcune volte sono respinti perché qualcuno che ha la responsabilità locale dice ‘no, qui non vengono’. Ci sono queste navi che girano cercando un porto: no, muoiano sul mare. Ogni paese deve dire quanti migranti può accogliere, è un problema di politica interna che va valutato bene”.

Sul negozio di dischi: “Sono un amico, sono andato a benedirlo”

Papa Francesco ha soddisfatto una curiosità di Fabio Fazio. Qualche tempo fa, come è noto, il Pontefice venne immortalato in un negozio di dischi. Ha confessato di essere amico di chi lo gestisce: “Sono un amico del negozio, sono andato a benedirlo. Sono andato di notte, c’era un giornalista che aspettava di prendere un taxi e per questo è uscita la notizia”. Ad un certo punto Fabio Fazio ha chiesto al Pontefice che tipo di musica ascoltasse. Papa Francesco ha così risposto: “Mi piacciono i classici e il tango”.

“Chiedo sempre ai genitori se giocano con i figli”

Tornando a parlare di piccoli e grandi problemi del quotidiano, Papa Francesco sulle dinamiche che ci sono tra genitori e figli ha osservato: “Serve vicinanza con i figli: quando si confessano coppie giovani io parlo con loro chiedo sempre: ‘tu giochi con i tuoi figli?’ A volte sento risposte dolorose: ‘Padre, quando esco dormono e quando torno pure’. Questa è la società crudele che allontana genitori dai figli. Anche quando i figli fanno qualche scivolata, anche da grandi, bisogna essere loro vicini, bisogna parlare ai figli. I genitori che non sono vicini non operano bene, devono essere quasi complici dei figli, quella complicità che permette di crescere insieme padri e figli”.

Il Santo Padre ha poi dedicato spazio all’aggressività, uno dei tanti problemi della società: “Penso ai suicidi giovanili e a quanto sia cresciuto quel numero. C’è un’aggressività che scoppia, pensiamo al bullismo: è aggressività nascosta, è un problema sociale, questa aggressività distruttiva va educata. Tutto inizia dal chiacchiericcio, che distrugge l’identità […] così cominciano le divisioni”.

“Dio ci ha fatti liberi”

Il Papa ha parlato della bellezza del perdono di Dio: “Dio ci ha fatto liberi, siamo padroni delle nostre decisioni, anche di quelle sbagliate. La capacità di essere perdonato è un diritto umano, tutti noi abbiamo diritto di essere perdonati se chiediamo perdono.

È un diritto che nasce da Dio ed è nato in eredità dagli uomini, chi chiede perdono ha diritto di essere perdonato”.

Ha poi rivelato di avere degli amici, come tutti e di averne bisogno: “Ho degli amici che mi aiutano e conoscono la mia vita […] mi piace stare qualche volta con gli amici, raccontare le mie cose e ascoltare le loro. Ma ho bisogno degli amici: i Papi che c’erano prima erano santi, io non sono tanto santo e per questo ho scelto Santa Marta.

L’altra vita non me la sento di farla, gli amici mi danno forza e sono pochi ma veri”.

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