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Chi è Abroskin, il generale che si è offerto in ostaggio per evacuare i bambini da Mariupol

Vyacheslav Abroskin, il generale che si è offerto in ostaggio per salvare i bimbi: "Datemi tre giorni, li porto via e subito dopo mi consegnerò"

Il generale Ambroskin

Vyacheslav Abroskin è il generale ucraino operante con il reggimento Azov che in queste ore si è offerto in ostaggio ai russi per evacuare i bambini da Mariupol. L’ufficiale ha pubblicato un post in cui decanta con Mosca la sua “appetibilità” come prigioniero.

La situazione a Mariupol, che è comparsa per la prima volta nel novero dei corridoi umanitari, è sempre più tragica e secondo Human Rights Watch ci sono moltissimi cadaveri di civili nelle strade. Il sindaco Vadym Boychenko ha detto che in migliaia vengono deportati dai russi. 

Il generale che si è offerto in ostaggio per i bimbi di Mariupol

Ecco il messaggio con cui il generale Abroskin si offre come ostaggio ai russi: “Ancor prima che la guerra iniziasse, promisi agli abitanti della città che in caso di guerra, insieme all’Azov, avrei difeso Mariupol”.

E ancora: “Oggi sono rimasti molti bambini in una città completamente distrutta, che se non salvati ora moriranno nei prossimi giorni, il tempo stringe. Faccio appello agli occupanti russi: datemi l’opportunità di far uscire i bambini da Mariupol, al posto dei bambini vivi mi offro io”. Poi spiega: “Si, vi chiedo di farmi entrare Mariupol per raccogliere bambini e organizzare la loro esfiltrazione. Ho bisogno di tre giorni in città.

All’ultimo posto di blocco mentre rientravo con i bambini, mi consegnerò”. 

“Ho combattuto contro di voi e ho visto decine dei vostri uccisi”

Poi Ambroskin si presenta: “Sono un generale di polizia che ha organizzato direttamente azioni contro voi a Donetschin dal 2014 al 2018. Sono incluso nella vostra lista dei ricercati” Poi la sfida finale: “Avete organizzato un tentativo di eliminarmi. Decine dei vostri sono stati uccisi e migliaia dei vostri aiutanti sono stati arrestati in mia presenza”.

Il che signifca, a contare il grado, “sotto il mio comando”.

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