Chi è Maria Benedicta Chigbolu
Chi è Maria Benedicta Chigbolu
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Chi è Maria Benedicta Chigbolu

Maria Benedicta Chigbolu è Medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo 2018. Conosciamo più da vicino la ragazza che ha conquistato il podio.

Maria Benedicta Chigbolu è medaglia d’oro alla staffetta 4×400 metri dei Giochi del Mediterraneo 2018. Sotto il sole della spagnola Tarragona, questa ragazza, felice incontro tra l’Italia e la Nigeria, è volata al traguardo, conquistando per la nazionale azzurra il primo posto sul podio. Ma chi è Maria Benedicta Chigbolu?

Italiana al cento per cento

1,75 metri di altezza, 55 chili di peso e tanta grinta, Maria Benedicta Chigbolu si presenta così. Non bisogna sottovalutare questa ragazza: a 29 anni vanta nel suo medagliere una serie di premi, a cui si è da poco aggiunto l’oro per la staffetta dei Giochi del Mediterraneo 2018. Oltre alla sua velocità e preparazione atletica, la prima cosa che si nota di lei è il colore della sua pelle. Le apparenze ingannano, perché Maria è un’italiana doc: se i tratti somatici tradiscono le origini nigeriane di suo papà, l’accento laziale della mamma italiana conferma il suo cuore azzurro. Se poi non si è ancora convinti, basti sapere che nel 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, la piccola Maria nasceva in un’ospedale di Roma.

Più italiana di così.

L’atletica non era la sua prima scelta

Di tutto si era immaginata di diventare Maria, fuorché una campionessa di atletica. In un’intervista rilasciata a Vogue, Maria ha ricordato di come il suo sogno da piccina era di diventare maestra e psicologa dell’infanzia. “Mi ricordo che volevo capire i disegni dei bambini”. Un altro desiderio nel cassetto era di entrare nel mondo della moda, magari come modella. A 16 anni, poi, nemmeno praticava l’atletica: i suoi primi interessi erano il tennis, la danza contemporanea e il karate.

Ma “dell’atletica mi sono innamorata. La corsa mi è venuta naturale e l’ho coltivata in modo appassionato”. Si potrebbe definire un amore all’improvviso, ma già alle Olimpiadi dell’oratorio Maria competeva con i maschi nelle gare di corsa. “Mi facevano correre con i maschi perché ero veloce, ma mia madre non ha pensato di mandarmi a fare atletica. È servito un professore, nemmeno il mio, a indicarmi la via”. L’unica paura nell’allenarsi era di perdere la sua femminilità, ma così non è stato.

Ad oggi il suo medagliere conta una medaglia d’argento nei 400 metri ai Giochi del Mediterraneo di Mersin, del 2013 e la sua prima medaglia d’oro nei 4×400 nel medesimo torneo. Sempre nei 4×400 conquista un bronzo ad Amsterdam nel 2016, mentre il suo esordio alle Olimpiadi di Rio de Janeiro la vede arrivare sesta nei 4×400. Si fa notare, seppur lontana dal podio. Registra un tempo di 53 secondi nei 400 ai campionati mondiali di Atletica di Londra nel 2017 e conquista l’oro in staffetta a Tarragona tagliando il traguardo in 3 minuti e 28 secondi. Una corsa continua che non ha mai smesso di entusiasmarla.

Il caso politico

La foto che la vede insieme alle sue compagne, Raphaela Luduko, Libania Grenot e Ayomide Folorunso, con la bandiera italiana che sventola alle loro spalle ha fatto il giro del mondo e sì, proprio per il colore della pelle delle atlete, è stata oggetto di non poche frecciate sui social tra la Lega e il centrosinistra. Il tutto è partito da un hashtag di Twitter #primeleitaliane, lanciando un affondo al primo partito di centrodestra, quella Lega di Salvini, che da pochi giorni si è ritrovata con l’elettorato proprio a Pontida.

La stoccata riguardava principalmente la linea dura del Carroccio nei confronti degli immigrati. Tutto ciò non ha spaventato Matteo Salvini. Il riformatore del partito, nonché Ministro dell’Interno ha applaudito su Facebook il risultato delle ragazze: “Bravissime le atlete, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito (tranne qualche ‘benpensante’ e rosicone di sinistra), il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini, che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano a casa”.
Maria di politica non parla. Però, in merito allo Ius soli, ammette che se fosse nata qualche anno prima avrebbe anche lei avuto dei problemi, al pari di molti dei suoi amici, figli di genitori stranieri, ma nati in Italia. “Da questo punto di vista l’Italia si deve aggiornare”.

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Andrea Danneo 295 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.