> > Chi è Serghej Shoigu, il ministro della Difesa di Putin con uno dei tre codi...

Chi è Serghej Shoigu, il ministro della Difesa di Putin con uno dei tre codici nucleari

Il ministro della difesa russo Sergej Shoigu

Un leale servitore senza alcuna aderenza politica, ecco chi è Serghej Shoigu, il ministro della Difesa di Putin con uno dei tre codici nucleari

Un putinano più dello stesso Vladimir Putin, ecco chi è Serghej Shoigu, il ministro della Difesa di Putin con uno dei tre codici nucleari che potrebbero incenerire il mondo.

Il ministro generale fa infatti parte della triade che avrebbe accesso congiunto alla famigerata valigetta “Cheget”. Ma Shoigu è anche e soprattutto altro: è presidente della Società Geografica russa e si è intestato due operazioni militari con cui Mosca ha incasellato successi: la Crimea nel 2014 e poi la Siria negli anni successivi. 

Il ministro della Difesa e fedelissimo di  Vladimir Putin 

Questo rende Shoigu la persona che attualmente riesce ad avere più influenza su Putin fra le pochissime che sperano ad averne, incluso il capo di Stato Maggiore delle forze armate e teoreta della “guerra ibrida”, generale Valerij Gerasimov, il terzo detentore dei codici atomici.

È dal 1991 che Shoigu e Putin vanno in tandem e il loro sodalizio esplose nella seconda guerra cecena nel 1999. Da premier Putin promise di braccare i ceceni “fin dentro i cessi” dopo che a Mosca avevano fatto esplodere un palazzo e fatto 100 morti, da generale Shoigu glie lo permise senza dimenticarsi i corridoi umanitari. Shoigu venne nominato ministro delle Emergenze e rimase in carica fino al 2012.

La Crimea in un solo boccone e poi il successo 

Fin quando cioè Putin non lo trovò più adatto per la difesa e gli affidò il compito di far inghiottire la Crimea dalla 58ma armata del Nord del generale Gerasimov, che allora comandava sul campo seguendo la teoria del “minimo danno con massimo risultato”, cioè schierando forze in un rapporto sempre e solo di 9 a 1. La Crimea fu ottenuta senza sparare un colpo nel 2014 e Sergej Shoigu, che non ha aderenze politiche ma solo una solida sudditanza con Putin, se ne usciì con la frase ad effetto dello zar Alessandro III:  “La sovranità della Russia è garantita dal suo esercito e dalla sua flotta”.

E dalla fedeltà dei generali, aggiungeremmo.