Chi era il calciatore della rovesciata nelle figurine Panini?
Chi era il calciatore della rovesciata nelle figurine Panini
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Chi era il calciatore della rovesciata nelle figurine Panini

Rovesciata figurine Panini
rovesciata panini

Non tutti conoscono il noto calciatore delle figurine Panini immortalato in una splendida rovesciata. Vediamo di chi si tratta.

Lo spettacolare goal di Cristiano Ronaldo, segnato in rovesciata nella rete della Juventus allo Juventus Stadium, ricorda molto l’arcinota immagine del calciatore immortalato sulle bustine delle figurine Panini. Si tratta di Carlo Parola, che giocava, il caso vuole, proprio nella Juventus.

La rovesciata delle figurine Panini

L’autore della leggendaria rovesciata che tutti ricordano dalle bustine delle collezioni di figurine Panini è del torinese Carlo Parola, che giocava nella Juventus e della Nazionale negli anni Cinquanta. La posa nella quale è ritratto, a colori, sulle bustine panini, farebbe pensare al gesto di un attaccante intento a fare goal nella porta avversaria. Invece, in quel momento (durante la partita Fiorentina-Juventus del 1950), Parola giocava nel ruolo di difensore, impegnato ad allontanare il pallone dall’area di rigore. La fotografia comparve per la prima volta sull’album 1965-66, e venne rielaborata dall’artista Wainer Vaccari con colori diversi dall’originale.

Chi era Carlo Parola

Parola nacque a Torino nel 1921. Dopo un breve periodo da ciclista si dedicò al calcio, esordendo diciottenne in Serie A con la Juventus.

Vinse la Coppa Italia del 1941-42 e due scudetti: quello delle stagioni 1949-50 e 1951-52. In totale collezionò 334 presenze. Nel 1954 viene ceduto alla Lazio, squadra con la quale concluse la sua carriera calcistica, dopo aver disputato sole 7 partite. Conclusa l’attività agonistica iniziò quella da tecnico, divenendo il vice di Luigi Ferrero per la Lazio nella stagione 1955-56. Nel 1959 tornò alla Juventus, dove rimase per tre stagioni, alla quale venne affiancato prima da Renato Cesarini, poi da Gunnar Gren e infine da Julius Korostelev. Questa esperienza si concluse alla fine della stagione 1960-61 a causa di alcune incomprensioni con la dirigenza. La terza, e anche ultima annata fu invece fallimentare, e fu chiusa dai torinesi al dodicesimo posto della classifica – peggior risultato mai conseguito in campo. Nel ’62 Parola passò ad allenare il Prato, al posto di Ferrero e Andreoli. Con questa squadra vinse il girone di Serie C e conquistò la promozione in cadetteria. Seguono le panchine di Livorno, Napoli e Novara. Con quest’ultima ottenne, nella stagione 1969-70, una nuova promozione dalla Serie C, venendo premiato col Seminatore d’Oro come miglior tecnico del campionato. Nel 1974 rientrò ancora una volta nella Juve, sostituendo Čestmír Vycpálek, e vincendo lo scudetto dell’anno. La sua carriera calcistica termina come osservatore del club bianconero in seguito alla sconfitta della stagione del 1975-76 contro il Torino. Muore a 78 anni dopo una lunga malattia lasciando una moglie e un figlio.

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