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Chi era Mario Mieli, attivista e scrittore milanese icona del movimento gay anni Settanta

Nato in una ricca famiglia borghese di Milano, Mario Mieli è stato una figura fondamentale per il movimento oggi definito "queer".

chi era Mario Mieli

Nato nel 1952 a Milano e morto suicida nel 1983, prima dei 31 anni, Mario Mieli fu attivista, intellettuale, scrittore e molto altro. Lo si ricorda per il suo animo da performer, lo spirito provocatore e innovatore, l’istinto avanguardista ed eclettico, sicuramente originale.

Figlio di ricchi borghesi milanesi e penultimo di sette, visse un complicato rapporto con il padre Walter e la madre Liderica. È l’icona del movimento gay anni Settanta, precursore del movimento che oggi chiamiamo “queer”. Tuttavia, se il Circolo di cultura omosessuale di Roma non lo omaggiasse portando il suo nome, in pochi probabilmente si ricorderebbero di lui. Un intellettuale dalla personalità complessa, forse troppo moderno per i suoi tempi, difficile da capire allora ma importante da conoscere oggi.

Chi era Mario Mieli, la biografia

Penultimo di sette figli, quattro maschi e tre femmine, Mario era nato a Milano nel 1952. Il padre, nato nella comunità ebraica di Alessandria d’Egitto, si era trasferito a Milano a metà degli anni Venti. Proprio nella città meneghina aveva iniziato a occuparsi del commercio di filati, ottenendo ampio successo. La Guerra aveva causato non poche difficoltà all’attività familiare, che successivamente accolse anche i figli di Walter.

Poi si impose presto tra le attività più importanti nel campo della torcitura e della lavorazione della seta.

La madre, invece, era originaria a Milano, figlia di musicisti e insegnante di lingue. Il padre Carlo, pianista, era morto giovanissimo al fronte durante la Grande Guerra. Paolina Beretta, nonna materna di Mario, era una violinista.

Liderica e Walter si sposarono nel capoluogo lombardo nel 1936, per poi allontanarsi negli anni della guerra, quando raggiunsero Lora, oggi periferia di Como.

Chi era Mario Mieli, gli anni del Fuori!

Sin da bambino Mario aveva avuto il privilegio di respirare un clima molto stimolante, crescendo in un ambiente benestante e innovativo.

A Milano aveva frequentato il liceo classico al Parini, mostrando da subito la sua intelligenza profonda e i suoi desideri polisessuali. Dal 1969 Mieli diede vita a un circolo di poesia, sua altra grande passione, offrendo opportunità di incontro tra omosessuali. Approdato in città, Mario fu subito contagiato dalla frenesia della metropoli, dall’animo moderno della grande città e dall’euforia della contestazione. Furono anni intensi.

Poi l’arrivo a Londra e l’inizio di un nuovo importante capitolo della sua vita. Non idoneo al servizio militare perché eccessivamente miope, una volta ottenuto il diploma si recò a Londra per perfezionare l’inglese, seguendo una radicata tradizione familiare. Era il 1971. In un contesto ancor più avanguardista, Mario entrò presto in contatto con il vivace movimento omosessuale londinese, dove ebbe modo di conoscere il pittore Piero Fassoni, italiano nato in Egitto, figura che si rivelò fondamentale nella vita di Mieli. I due condivisero la profonda passione per l’arte e la cultura, trascorrendo insieme il tempo londinese, tra eventi, balli, pub e LSD.

Come inviato del Gay Liberation Front (GLF), la principale formazione omosessuale della Capitale inglese, Mario aderì alle prime iniziative del movimento di liberazione degli omosessuali italiano, in concomitanza alla formazione di Fuori!, il Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Nato nella primavera del 1971, il movimento esplicitava l’anima radicale alla quale si ispirava, rappresenta dai GLF inglese e americano, ma anche dal Front homosexuel d’action révolutionnaire (FHAR) francese.

Chi era Mario Mieli, un film dedicato a lui

A raccontare la storia e la vita di Mario Mieli è anche il film “Gli anni amari”. La pellicola ripercorre le principali vicende dello scrittore e attivista milanese, uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano. Il film, genere drammatico, è arrivato nelle sale il 2 luglio 2020, prodotto da Cinemare in collaborazione con Pavarotti International 23 S.r.l. e Rai Cinema e distribuito da I Wonder. La durata è di un’ora e 52 minuti.

Il regista, Andrea Adriatico, si è anche occupato del soggetto e della sceneggiatura insieme a Grazia Verasani e Stefano Casi. A interpretare il protagonista è Nicola Di Benedetto. Sandra Ceccarelli, invece, veste i panni della madre di Mario, Liderica Salina. Antonio Catania e Tobia De Angelis, invece, sono rispettivamente Walter Mieli e Umberto Pasti. Le riprese si sono svolte esclusivamente tra Bologna e Milano.

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