Chi ha inventato il Telefono?
Chi ha inventato il telefono
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Chi ha inventato il telefono

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Il telefono è una delle invenzioni più utili del XIX secolo. Chi ha inventato il telefono? Come e quando si è diffuso? I benefici e i rischi

Il telefono è sicuramente una delle invenzioni più utili tra quelle ideate e brevettate nel XIX secolo. Esistono due tipi di apparecchi, il telefono fisso e il telefono cellulare. Attualmente la seconda tipologia è tra le tecnologie più sviluppate: il cellulare, ormai, è diventato un computer in miniatura da portare sempre con sé, a tal punto da cambiare il suo nome in smartphone. Ma quando e come è nato il telefono? E, soprattutto, chi ne è stato l’inventore?

Chi ha inventato il telefono

La paternità di questa grande invenzione è stata disputata per anni tra due italiani, Meucci e Manzetti, e l’americano, Bell. Ma chi è il vero inventore del telefono?

In realtà ve ne è più di uno. Persone che, in modo indipendente l’una dall’altra, sono giunte allo stesso risultato. Innocenzo Manzetti nel 1865 ad Aosta, più o meno in contemporanea con Meucci che però all’epoca viveva a New York (1871), inventò un telefono perfettamente funzionante.

Nato in Valle d’Aosta in una famiglia che si interessava di meccanica e di studi scientifici, Manzetti fece anche altre invenzioni: un tipo di automobile a vapore, la macchina per fare la pasta e un automa che suonava il flauto.

Il problema delle invenzioni di Manzetti e di Meucci fu il brevetto: il certificato legale che garantisce la paternità di un’invenzione. Il primo non pensò proprio di brevettare il suo telefono, mentre il secondo non aveva abbastanza denaro per depositare un vero brevetto sulla sua invenzione, né per mantenerlo negli anni successivi.

Un altro inventore di origini scozzesi, Alexander Graham Bell, nel 1876 si impadronì dell’invenzione di Meucci depositando il brevetto. Da allora, specialmente nei Paesi anglosassoni, Bell è considerato l’inventore di questo fondamentale apparecchio. L’11 giugno 2002, però, il Congresso degli Stati Uniti d’America, grazie alle ricerche di un ingegnere italiano, ha proclamato Antonio Meucci il vero e unico inventore del telefono: 126 anni dopo i fatti, l’inventore italiano ha avuto il suo giusto riconoscimento.

Anche se in Valle d’Aosta ancora si sostiene che l’inventore sia stato Innocenzo Manzetti.

Secondo gli studi di Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti, la priorità del valdostano è data dall’aspetto temporale e dal confronto tecnico dei telefoni dei due inventori italiani. Mentre Manzetti, nel 1865, presentò al pubblico un telefono con cui si poteva parlare liberamente in una cornetta rudimentale, il fiorentino Meucci era ancora intento a condurre esperimenti.

Come e quando si è diffuso il telefono

La diffusione del telefono iniziò proprio in Italia e, nello specifico, a Milano nel dicembre del 1877. Ma il vero e proprio servizio telefonico cominciò solo nel 1881: furono i banchieri, gli agenti di cambio e le ferrovie a usare i primi servizi telefonici. Dalla prima guerra mondiale si diffuse l’idea che il telefono si poteva usare anche per chiacchierare e non solo per motivi di lavoro. In questi anni nasce anche la cornetta che fa diventare l’apparecchio più leggero, compatto e facile da usare. A partire dagli anni Cinquanta si assiste a un vero e proprio incremento nelle richieste di nuovi reti telefoniche.

Grazie al boom economico, ai flussi migratori interni al paese italiano e agli investimenti sulle infrastrutture, i designer ridefinirono il telefono con plastiche, colorazioni e forme più adatte al novo uso sociale, soprattutto tra i più giovani. Alla fine del periodo 1970 – 1990 il telefono raggiunse ogni casa e ufficio, un apparecchio ogni due abitanti. Comparvero nuovi accessori intorno al telefono: segreteria telefonica, fax, cercapersone, vivavoce, ecc.

Benefici e rischi dell’uso del telefono

Al giorno d’oggi il telefono è utilizzato per qualsiasi cosa e da chiunque, ma come ogni altra cosa l’uso eccessivo può provocare vantaggi e svantaggi.

I vantaggi, soprattutto per quanto riguarda l’uso del cellulare, sono: poter telefonare o mandare messaggi ad una persona vicina o lontana in qualsiasi momento; navigare sulla rete per cercare informazioni o approfondire conoscenze; scaricare applicazioni che servono per vari tipi di attività e interessi, come ad esempio quelle per lo shopping online o anche, più semplicemente, quelle per consultare il meteo o per scaricare e leggere le email anche lontano dal computer.

Oltre alle applicazioni “utili”, però, ci sono anche quelle di videogame molto amate dai bambini e che nascondono numerosi svantaggi.

Secondo un’indagine del Movimento Difesa del Cittadino, che ha sottoposto un questionario a 2.693 studenti tra gli 8 e i 15 anni, molti bambini ricevono il loro primo cellulare tra i 9 e i 10 anni. Purtroppo però, i bambini non hanno la cognizione del tempo che passano a giocare o a chattare col telefonino e spesso ne diventano “schiavi”. Il telefonino è altrettanto utilizzato dai ragazzi della fascia d’età dai 13 ai 25 anni, soprattutto per essere sempre attivi e presenti sui social network e per restare sempre in contatto con i propri amici, ma in questo modo diventa un oggetto di grande distrazione che comporta spesso un peggioramento dei voti scolastici o anche una completa alienazione dalla realtà.

Sicuramente le nuove generazioni dimostrano di essere tecnologicamente più avanzate e facilitate nell’uso dei nuovi dispositivi tecnologici rispetto alle generazioni più adulte. È però evidente quanto sia necessario valutare e bilanciare i benefici e i limiti per non correre il rischio di diventarne schiavi, ma piuttosto degli intelligenti fruitori.

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