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Chi non fa la terza dose: chi sono, quanti sono e perché

Ci sono ancora quasi 10 milioni di italiani che stanno aspettando la terza dose e molti non l'hanno ancora effettuata, per svariati motivi.

Terza Dose

Ci sono ancora quasi 10 milioni di italiani che stanno aspettando la terza dose e molti non l’hanno ancora effettuata, per svariati motivi. La campagna vaccinale sta rallentando visibilmente.  

Le terze dosi stanno rallentando

Il governo ha sempre dichiarato che il Green pass era uno strumento per spingere la popolazione a vaccinarsi.

Con il superamento dello stato di emergenza e il graduale addio all’obbligo di Green pass a partire da aprile, le terze dosi iniziano a rallentare notevolmente. Ci sono moltissime persone che hanno deciso di rimanere solo con due dosi di vaccino. C’è una grande parte di popolazione che non ha nessuna intenzione di sottoporsi alla terza dose, per paura di una reazione avversa più forte oppure perché reputa la dose booster superflua o inutile.

Molte persone hanno perso completamente fiducia nelle autorità e negli esperti. 

10 milioni di italiani non si sono sottoposti alla terza dose

La campagna vaccinale si sta bloccando. Tante persone vaccinate con due dosi hanno deciso di non sottoporsi alla terza. Gli hub vaccinale sono quasi deserti. Il crollo delle somministrazioni non riguarda solo le prime dosi, che sono ferme da giorni sotto le 10mila iniezioni quotidiane, ma anche le terze dosi, che viaggiano sotto le 100mila a fronte delle quasi 300mila dei primi giorni di febbraio.

Dal 1° al 22 febbraio sono state somministrate 3.502 milioni di terze dosi, mentre nel periodo corrispondenti di gennaio erano state 11.292. Sono ancora quasi 10 milioni di italiani che stanno aspettando la terza dose, ma con questo ritmo di 80mila dosi giornaliere saranno necessari altri 4-5 mesi per raggiungere tutta la popolazione. Nella fascia interessata all’obbligo vaccinale, ovvero i 27.785 milioni di over 50, più del 4,5% non si è ancora adeguato.

Il sottogruppo più numeroso è quello dei cinquantenni, di cui 500mila sono “scoperti”. 

Possibilità di reinfezione a 6 mesi dalla dose

Ci sono diversi studi sull’efficacia del vaccino che evidenziano la possibilità di reinfezione a sei mesi di distanza dall’ultima dose. C’è un calo nella capacità protettiva dall’infezione del 20% rispetto al valore basale, mentre per l’evitamento dei casi più gravi rimane al 90-94%. Nei mesi dopo la seconda dose cala notevolmente la protezione dalla malattia sintomatica ma la protezione contro la malattia grave ha una riduzione meno marcata. 

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