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Chiara Gualzetti, l’assassino: “Non moriva, ero stupito di quanto fosse resistente il corpo umano”

Seppur colpita più volte con un coltello, Chiara Gualzetti ha resistito per tempo ai colpi del suo assassino: il racconto dell'amico che l'ha uccisa.

Chiara Gualzetti assassino

L’amico di Chiara Gualzetti che ha confessato di averla uccisa ha raccontato nuovi particolari dell’omicidio, facendo leva in particolare sul suo stupore per il fatto che “non moriva e resisteva“.

Chiara Gualzetti: parla l’assassino

Queste le parole che il ragazzo avrebbe pronunciato durante l’interrogatorio: “Ricordo che la colpivo ma non non moriva e mi sono stupito di quanto fosse resistente il corpo umano“.

Nonostante l’avesse già colpita più volte con il coltello che si era portato da casa (dettaglio che lo ha fatto indagare per omicidio premeditato) e con calci, “ricordo che non moriva“.

Nel nuovo interrogatorio il giovane ha ribadito di aver agito dopo aver sentito delle voci demoniache interiori tra cui quella di Samael, l’angelo del giudizio con cui “parlo da molto tempo” e che “ho anche visto, un uomo di fuoco“.

Chiara Gualzetti, parla l’assassino: chiesta condanna proporzionata

Intanto il giudice che ha confermato il fermo ha accolto la richiesta della Procura e lo ha convalidato perché quel ragazzo potrebbe uccidere ancora. La famiglia di Chiara si è inoltre affidata ad un legale, Giovanni Annunziata, che premette di non credere alla presunta follia del ragazzo e che ha chiesto per lui una condanna proporzionata. Vale a dire giusta, come chiede la stessa madredella vittima che durante la fiaccolata in memoria della figlia si è così espressa: “Mi affido alla giustizia, e la voglio“.

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