Ciao Darwin 2007 alla ricerca dell’Anello Mancante: l’originalità
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Ciao Darwin 2007 alla ricerca dell’Anello Mancante: l’originalità

Qual è la linea di confine tra l’uomo e la scimmia? Un tempo se lo chiedeva Charles Darwin, principale teorico dell’evoluzionismo sociale. Da qualche anno a questa parte, ad interrogarsi sull’origine della specie – e altri dilemmi esistenziali – è Paolo Bonolis, che smessi i panni del genuino conduttore popolare si dà al Senso della Vita persino nella creatura disimpegnata di sempre:

“Quest’anno andremo in cerca di gameti, le cellule maschili e femminili la cui unione dà inizio allo sviluppo di un nuovo organismo. Anzi, del gamete universale, quello che devono avere gli uomini e le donne del nuovo millennio. Il sottotitolo infatti sarà ‘alla ricerca dell’anello mancante’. A sfidarsi saranno due categorie maschili o femminili. Categorie dell’anima e del corpo, sociali e culturali, capaci di riprodurre tutte le facce del prisma umano”.

In pratica, a Ciao Darwin 2007, si prospetta la solita corrida caciarona, moderata da un sano accademismo di ispirazione social-burina. Perché, nella nuova edizione che riporta Bonolis e la sua creatura di sempre in prime time, si corre un doppio rischio: o di fare troppa cagnara o di farne troppo poca, denunciando l’impossibilità del conduttore di riappropriarsi della propria genuinità.
L’ormai prevedibile coppia con Luca Laurenti è pronta per essere ricomposta, ma vedere i due, nel promo, ironizzare sull’inadeguatezza di un ritorno alle origini suona oltremodo stagnante e ripetitivo.

Una condizione, quella del revivalismo, di cui in parte Bonolis denuncia le pressioni aziendali, in parte smentisce i pregiudizi confidando nel gradimento assicurato del pubblico:

“Non pensavo di rifarlo. Quando ho terminato la quarta edizione mi sembrava esaurito. Ma davanti alla richiesta importante da parte di Mediaset mi sono sentito in dovere morale di rifare Darwin. Ancora per quest’anno di cammino insieme. Il programma è un successo nel momento in cui a qualcuno piace. Chi non l’ha guardato ha preferito altro. E comunque Darwin andrà benissimo. Chi lo fa si diverte a farlo. Chi lo guarda si divertirà a guardarlo. E chi non lo guarda vorrà dire che si diverte a fare altro. Non c’è niente di più divertente che tirare il sasso nello stagno. E guardare le ondine”.

Dallo Studio 5 di Cinecittà ci aspettano 15 puntate di una nuova attesissima (?!?) edizione che manterrà, per scelta, una formula pressoché invariata. In ogni puntata si sfideranno due categorie umane e “antinomiche”, ad esempio intellettuali contro ottusi, belli contro brutti, naturali contro rifatte, in corsa per la vittoria finale. Il premio? Niente.
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