Cineforum contro la crisi, volume 2 con Debtocracy - Notizie.it
Cineforum contro la crisi, volume 2 con Debtocracy
Palermo

Cineforum contro la crisi, volume 2 con Debtocracy

Nell’ottica di crescere non solo come numeri nelle piazze ma anche e soprattutto come teste pensanti politicamente preparate a quello che fanno vi invitiamo tutti, specialmente dopo il successo del debutto, al secondo appuntamento del “CineforumControLaCrisi” della Rete dei Collettivi Studenteschi di Palermo!
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GIOVEDI’ 27 OTTOBRE // ORE 21.00 // ZETALAB
PROIEZIONE DI “DEBTOCRACY” DI KATERINA KITIDI & ARIS HATZISTEFANOU
INGRESSO LIBERO
ALL’INTERNO POPCORN/PATATINE/GELATI A PREZZI POPOLARI
A FINE PROIEZIONE ASSEMBLEA/FORUM SUL FILM

Trama:

“Debtocracy è ovviamente molto più di un semplice documentario a sfondo economico. È piuttosto un radicale atto politico sovversivo che mette in discussione una modalità di uscire dalla crisi economica che tende a far ricadere tutte le colpe soltanto sui soliti noti (lavoratori, pensionati, giovani, proletari, ecc.) perpetuando ed anzi esasperando un sistema sociale sempre più gerarchico, ingiusto e diseguale. Un documentario potente perchè in pochissimo tempo tale opera è stata vista da centinaia di migliaia di persone grazie alla sua distribuzione libera e gratuita su un sito e su youtube, rapidamente doppiato in diverse lingue tra cui anche l’italiano.

Oltre ad essere però una dichiarazione di guerra ai potenti e corrotti da parte di due giornalisti (Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou) che hanno investito tutti i loro risparmi nell’opera, Debtocracy è però anche un film, e come tale merita un paio di considerazioni. La più banale: nonostante il tema complesso e spinoso l’opera non annoia, anzi appassiona sia per la sua modalità narrativa e cronachistica dettagliata ma accessibile a chiunque, grazie a spiegazioni di concetti complessi con pazienza e precisione. Il fine, è ovvio, è quello di raggiungere lo strato più ampio possibile di quel popolo che si ritrova a subire la crisi e i provvedimenti politici di contorno. Il taglio rimane ciò nonostante scientifico e professionale, con l’intervento di economisti, intellettuali, filosofi, giornalisti e attivisti di ogni tipo (Alain Badiou, David Harvey, Samir Amin, e tanti altri), le cui interviste sono intervallate sapientemente con una serie di immagini di repertorio e di riprese originali.

L’effetto è avvincente, e seppure non raggiunge i livelli estetici (e si badi che si fa il confronto solo su quelli estetici!) di un film-doc diventato famoso (nell’underground ma non solo) come Zeitgeist, poco ci manca, riuscendo nonostante ciò a spiegare le storture del capitalismo con serietà e metodo critico. Non si può non pensare a cosa avrebbero potuto realizzare Papastathis e Psaila se avessero avuto le risorse economiche di cui può disporre un Michael Moore. Per avere quei soldi però probabilmente i due autori del doc avrebbero dovuto sottostare ad una serie di condizioni che avrebbero indebolito “l’atto politico” dell’opera, smorzandone i contenuti, rendendone impossibile la distribuzione gratuita o indebolendo il legame con la base sociale degli “indignati” che l’hanno sostenuto tramite sottoscrizioni volontarie. Insomma Debtocracy avrebbe perso la sua indipendenza nel momento in cui i greci più di ogni altra cosa ambiscono proprio a parole libere, indipendenti e popolari.

Avanti così allora, e che la resistenza continui.”

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