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Ciro Grillo, la vittima ai pm: “Volevo urlare ma non riuscivo, mi sentivo quasi arresa”

Nuovo interrogatorio della magistratura alla vittima del presunto stupro a casa di Ciro Grillo: le dichiarazioni della giovane.

Ciro Grillo vittima

La vittima del presunto stupro avvenuto nella villa di Ciro Grillo ha risposto alle domande del procuratore capo di tempio Pausania Gregorio Capasso e della sua sostituta Laura Bassani spiegando che quella notte “mi è venuto in mente di urlare, non è che non mi è venuto in mente, ma non riuscivo“.

Ciro Grillo, la vittima: “Non sono riuscita a reagire”

La giovane ha raccontato di non essere riuscita a gridare per richiamare l’attenzione perché più concentrata a liberarsi dall’aggressore e perché “c’erano anche gli altri ed ero in una situazione un po’ che mi vergognavo“. Stando alla su aversione il presunto stupratore avrebbe abusato di lei prima in una camera e poi nel bagno. Lei ha affermato di aver provato a scappare ma davanti alla camera c’erano gli altri tre ragazzi della compagnia a fare da barriera e a impedirle la fuga.

Dopo essere stata violentata da Francesco Corsiglia, ha continuato la ragazza, sarebbe stata vittima di abusi anche da Ciro Grillo, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, tutti genovesi e amici di sempre.

Ciro Grillo, la vittima: “Mi sentivo quasi arresa”

Nella sua prima deposizione la giovane aveva fornito alcuni elementi e, con il passare dei mesi e delle indagini, il procuratore e la pm hanno cercato di insistere su alcuni punti non chiari, quelli più facilmente attaccabili dalle difese dei quattro ragazzi.

Per esempio alcuni comportamenti di lei tra cui i motivi per cui non abbia reagito, gridato, telefonato o chiesto aiuto. Quete le sue parole: “Io in quel momento mi sentivo quasi come arresa.. quando camminavo non sentivo i piedi per terra“. Inoltre, ha continuato, aveva sotto la sua responsabilità Roberta perché sua ospite in sardegna e non avrebbe potuto lasciarla lì.

Ciro Grillo, la vittima: “Non capivo cosa succedesse”

Quanto i ragazzi l’hanno costretta a bere la vodka, ha spiegato Silvia, “mi sono lasciata andare…un po’ per paura… un po’…perché non ci capivo più niente… non capivo veramente cosa mi stesse succedendo“. Incapace di reagire, ha raccontato di essere stata anche terrorizzata perché non riusciva a capire cosa stesse succedendo.

I magistrati hanno poi fatto notare alla giovane alcuni dettagli da lei omessi e raccontati dai suoi amici. Tra questi il bacio con Ciro in discoteca: se all’inizio ha negato ci fosse stato, la ragazza ha poi ammesso il flirt. Ha inoltre spiegato di essersi seduta in braccio a Francesco, “un attimo però e sempre mettendo bene in chiaro cosa volessi e cosa no“.

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