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Classifiche hot delle dottorande: indagine interna all'università di Palermo

Scandalo sessista all'università di Palermo

Classifiche hot delle dottorande: indagine interna all'università di Palermo e proteste con striscioni: “Fuori il patriarcato ed i sessisti da Unipa”

Classifiche hot delle dottorande: indagine interna dell’università di Palermo con l’ateneo siciliano che si attiva dopo aver saputo della poco simpatica e becera iniziativa messa in atto.

Cosa ha scatenato polemiche e proteste? La denuncia pubblica di un episodio sessista segnalato da mesi ma non preso immediatamente in debita considerazione. Si tratta di una “classifica hot delle dottorande” redatta da un dottore di ricerca.

Classifiche hot delle dottorande in ateneo

Quella “hit” era circolata tra chat e gruppi social con tanto “di foto, nome e cognome delle inconsapevoli donne”. Ad inizio 2022 quella lista era stata redatta ed aveva fatto il giro delle chat fino ad arrivare in disponibilità delle dirette interessate.

Erano partite segnalazioni ma il caso era rimasto tra gli uffici di Dipartimento e Ateneo. Poi era arrivato novembre ed una studentessa ha deciso di denunciarlo pubblicamente sul blog YoUnipa. La faccenda era diventata mainstream ed erano scattate le proteste delle associazioni studentesche e femministe al grido di “Fuori i sessisti dall’Università” e “Fuori il patriarcato da Unipa”, con tanto di striscioni. 

La presa di posizione dell’Università

A quel punto l’ateneo della Sicilia, dopo aver inizialmente “minimizzato”, ha spiegato, come riporta Fanpage, “che si trattava di un gesto di un collega delle donne menzionate che si sarebbe già scusato e sarebbe stato redarguito verbalmente, poi ha spiegato che sarà svolta una indagine più approfondita su quanto accaduto”. La la prorettrice all’Inclusione, pari opportunità e politiche di genere dell’ateneo ha detto: “Nessuna segnalazione è giunta alle strutture di Ateneo: né a me in qualità di prorettrice, né al rettore, né infine utilizzando il servizio anonimo di whistle blowing di Ateneo.

Cionondimeno, per evitare di passare sotto silenzio una denuncia all’apparenza così grave, abbiamo attivato i nostri canali di indagine, nel rispetto della riservatezza che è dovuta in questi casi”.