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Clima: Draghi, 'Ue ruolo guida ma responsabile solo 8% emissioni globale'/Rpt

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Roma, 20 set. (Adnkronos) – "Molti Paesi – come l'Italia – hanno deciso di porre al centro dei loro piani di ripresa e resilienza un modello di crescita più verde e inclusivo. Tuttavia, sappiamo già che è necessario fare di più. Noi siamo senz'altro un Paese che sostiene con convinzione il ruolo guida dell'Unione europea nell'affrontare i cambiamenti climatici.

Siamo determinati a porre l'Ue sulla giusta traiettoria per ottenere una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030, e per azzerare le emissioni nette entro il 2050. Ma l'Unione europea oggi è responsabile soltanto dell'8% delle emissioni globali". Così il premier Mario Draghi, intervenendo in videoconferenza alla Tavola rotonda sui Cambiamenti climatici che si svolge a New York.

"Studi recenti mostrano la profonda interconnessione fra produzione di energia, emissioni di gas serra e cambiamenti climatici.

Perciò, dovremmo convincere le persone e i Paesi a livello mondiale che accelerare la transizione energetica ha dei costi, ma genera anche grandi benefici. Soprattutto nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, la rapidità dei flussi di investimento indirizzati verso l'energia pulita è cruciale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile".

"Le politiche attuali sono insufficienti – ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio – per **impedire** alle emissioni di energia mondiali di ritornare ai livelli del 2019 entro il 2022, e di continuare a crescere dopo il **2023**.

Questa tendenza è ben lontana dalla traiettoria necessaria ad azzerare le emissioni nette entro il 2050. La sfida – per Draghi – è evidente: raggiungere la transizione energetica dipende dalla possibilità di fornire un accesso all'elettricità generata da energie pulite a circa 785 milioni di persone entro il 2030 e di fornire ad oltre 2,6 milioni di persone un accesso a energie pulite per cucinare".

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