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Cnr, un intestino sano aiuta il cervello, probiotici contro declino

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Roma, 5 ago. (Adnkronos Salute) – Un intestino sano aiuta il cervello. I probiotici hanno effetti positivi nel combattere la perdita di funzionalità cerebrali causata da infezioni, traumi o dall'invecchiamento. Esiste infatti un'interazione tra la flora batterica intestinale e il sistema nervoso centrale.

A confermarlo è lo studio di un team di ricercatori del Cnr-Ibbc (Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche), pubblicato su 'Pharmacological Research', che ha individuato un mix di 8 ceppi batterici vivi in grado di contrastare i processi neuro-infiammatori e di stimolare la neurogenesi adulta.

"E' noto da tempo che l'interazione bilaterale fra la flora batterica intestinale e il cervello, il cosiddetto gut-microbioma-brain axis, gioca un ruolo fondamentale nella modulazione dei processi infiammatori sistemici, con conseguenti ripercussioni sul sistema nervoso centrale.

La regolazione della flora batterica intestinale mediante l'assunzione di ceppi batterici vivi, i probiotici, rappresenta quindi un approccio molto promettente nella prevenzione e nella cura di numerose malattie", spiega Stefano Farioli Vecchioli, che fa parte del Gut-Brain Microbioma Group (Gbm Group) assieme a Carla Petrella, Francesca De Santa, Georgios Strimpakos, autori dello studio finanziato da Beingpharma srl.

"Il nostro lavoro in vivo – prosegue Farioli Vecchioli – ha dimostrato che l'assunzione per 15 giorni di un nuovo mix di 8 ceppi batterici vivi (OttaBac) è in grado di proteggere e contrastare, in un modello murino, i processi infiammatori a carico del cervello e dell'intestino sottoposti a un'infezione acuta provocata da endotossine batteriche.

Inoltre, questa ricerca dimostra per la prima volta che il mix di probiotici induce un aumento significativo di neurogenesi ippocampale, il processo di produzione di nuovi neuroni in grado di regolare i meccanismi di apprendimento e memoria ippocampo-dipendenti".

"E' importante sottolineare – aggiunge Farioli Vecchioli – che l'azione pro-neurogenica del probiotico oggetto di studio è chiaramente osservabile sia nel gruppo di controllo sia in quello sottoposto a infezione batterica. Stiamo conducendo ulteriori studi per identificare i meccanismi molecolari e i mediatori proteici alla base dell'azione pro-neurogenica e anti-infiammatoria del mix probiotico".

Importanti – secondo gli esperti – le ricadute che questa ricerca può avere per combattere la comparsa di deficit cognitivi in età avanzata, anche considerando l'aumento dell'aspettativa di vita. "Riteniamo che questo studio possa fornire indicazioni molto importanti per pianificare e realizzare strategie terapeutiche che prevedano l'utilizzo dei probiotici in ambiti pre-clinici e medici, con l'obiettivo di contrastare i processi infiammatori e migliorare le capacità cognitive, soprattutto nel corso dell’invecchiamento", conclude il ricercatore del Cnr-Ibbc.

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