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Come cambierà il settore insurance? Le tendenze da aspettarsi nei prossimi anni

Lo stato emergenziale dovuto alla pandemia da Coronavirus ha accelerato il cambio di passo anche e soprattutto per il settore insurance.

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Non solamente cercarli, raccoglierli e archiviarli. I dati sono diventati il centro del business, un elemento strategico fondamentale per costruire il successo aziendale. È dall’interpretazione degli stessi e dalla loro integrazione nelle dinamiche organizzative che passano le decisioni delle imprese, sempre più orientate all’attuazione di un approccio data-driven.

In questo senso, lo stato emergenziale dovuto alla pandemia da Coronavirus ha accelerato il cambio di passo anche e soprattutto per il settore insurance, chiamato a velocizzare i progetti di digitalizzazione e a reinventare il rapporto con il cliente.

La strada è ormai segnata e le aspettative della clientela sono mutate rispetto al passato: l’online ha praticamente sbaragliato le modalità offline e la crescente richiesta di personalizzazione delle offerte ha preso il posto dei prodotti pensati per accontentare le richieste di tutti e (forse) le esigenze di nessuno.

Ma cosa bisogna attendersi per i mesi avvenire? Quali saranno le tendenze evolutive del settore assicurativo? In questo articolo, proveremo ad entrare nel merito della questione, rifacendoci agli spunti usciti durante il dibattito organizzato da NTT DATA (azienda specializzata in servizi di consulenza per le aziende del settore insurance) e Google Cloud in collaborazione con The Innovation Group.

Le tendenze evolutive del settore insurance

La chiave fondamentale per abilitare i nuovi modelli di business nel settore insurance è quella di un approccio data-driven, che impone un cambio di mentalità all’interno dell’azienda stessa e che poggia le sue fondamenta tecnologiche su strumenti di analytics e a AI.

Da questo si deve partire per garantire una customer experience efficace e in linea con le nuove richieste del mercato. La prima tendenza da aspettarsi, come anticipato, è proprio la volontà da parte dei clienti di provare un’esperienza unica e personalizzata.

La sensazione, infatti, è quella di un cambiamento di rotta epocale: come se l’esperienza del prodotto o del servizio offerto stesse diventando ancora più rilevante del prodotto o servizio stesso.

Nel mare magnum di alternative con sui si sfidano gli attori del settore, i consumatori stanno imparando ad orientarsi con dimestichezza, prediligendo prodotti e servizi assicurativi che si adattano alle loro esigenze.

Strettamente legato a ciò è la percezione delle polizze da parte di giovani e meno giovani: non solamente un in più da prevedere in rare circostanze, quanto una commodity utile in molteplici situazioni. Per le compagnie l’obiettivo è sfidante ma sottende infinite possibilità (di successo), tutte legate a doppio filo con l’esigenza di accrescere il valore percepito del proprio prodotto.

La terza tendenza evolutiva da considerare è la diffusione della sharing economy, con il settore assicurativo chiamato a reindirizzare l’offerta verso nuovi bisogni. Le pratiche del passato risultato ormai obsolete, guardarsi indietro non è più una possibilità. In un mondo che corre dietro a click e a mode (fin troppo) passeggere, il concetto di proprietà sta per essere superato dalla crescente richiesta di accessibilità senza vincoli a beni e servizi. In linea con la politica del “come si vuole, quando si vuole”.

Per concludere, l’ultima, grande sfida con cui confrontarsi avvicina le imprese assicurative alle aziende di tutti gli altri settori e trova concretezza nella tematica dell’ecosostenibilità. Per i clienti, la valutazione del prodotto non può più non tenere conto delle modalità di realizzazione e del conseguente impatto ambientale. Ciascuno è partecipe e protagonista della transazione verso un’economica più green e solidale con l’ambiente. Anche il mondo insurance, da cui i consumatori si attendono prodotti personalizzati ed eco-friendly.

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