Come fare abbassare l'affitto al vostro proprietario
Come fare abbassare l’affitto al vostro proprietario
Economia

Come fare abbassare l’affitto al vostro proprietario

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I canoni d'affitto si stanno abbassando sempre di più negli ultimi anni. Scopri come è possibile far abbassare il proprio canone al vostro proprietario.

La crisi economica che ha colpito il nostro paese ha portato a un forte aumento della tassazione sugli immobili. A causa di ciò avere un appartamento sfitto è un lusso che poche persone possono permettersi. Per questo motivo sta avvenendo un continuo abbassamento del costo d’affitto delle case. Chiaramente questa situazione incide anche nelle situazioni già esistenti, con gli inquilini, che, sempre più spesso, chiedono un abbassamento del canone d’affitto.

Come abbassare l’affitto della propria casa

Le richieste di una diminuzione dei canoni d’affitto sono sempre più frequenti per via della crisi economica che ha colpito il nostro paese. Proprio per questo motivo difficilmente accade che il proprietario rifiuti la richiesta. Questo chiaramente a condizione che si tratti di richiesta onesta da parte di un locatario che ha sempre pagato con regolarità. In questo articolo cercheremo di capire come deve fare un inquilino per rinegoziare un canone d’affitto.

E sopratutto di quanto può chiedere di abbassarlo. Prima di descrivere le varie modalità è doveroso fare una premessa. Qualsiasi richiesta di riduzione si può considerare accettabile se si aggira intorno al 15 per cento.

Scrittura privata

La cosa principale e più importante da fare nel momento in cui le due parti vogliono cambiare il canone d’affitto è quella di realizzare una scrittura privata all’interno della quale devono essere assolutamente citate entrambe le parti contraenti. Inoltre deve essere specificato il contratto di locazione che si intende modificare. Per farlo bisogna inserire gli estremi di registrazione dello stesso.

Gli effetti dell’abbassamento

Un’altra cosa molto importante di cui parlare sono gli effetti della possibile riduzione dell’affitto. Essi infatti non sono immediati, ma iniziano dalla successiva annualità. Solamente da quel momento il nuovo canone avrà rilevanza. Qualora invece l’affittuario decidesse di aumentare il canone d’affitto, dovrà obbligatoriamente rispettare i termini di 3 mesi e 10 giorni.

Ovvero le normali regole di scadenza. Inoltre è obbligato a spiegare i motivi che lo hanno portato a questa scelta. Essi per esempio posso essere dovuti ad un aumento delle spese di manutenzione oppure all’acquisto di nuovi mobili o elettrodomestici per la casa.

Consigli

È sempre consigliato, nel caso in cui si decidesse di chiedere un abbassamento del canone d’affitto, cercare di parlare direttamente con chi vi ha affittato la casa. In questo modo sarà più facile far valere le proprie ragioni rispetto che attraverso una fredda mail.

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