Come riconoscere i sintomi delle patologie epatiche
Come riconoscere i sintomi delle patologie epatiche
Salute

Come riconoscere i sintomi delle patologie epatiche

patologie epatiche

Le patologie del fegato posso essere molto gravi se non prese in tempo. Impariamo a riconoscerne i sintomi e a puntare sulla prevenzione.

Le patologie epatiche sono collegate al fegato, l’organo, e insieme la ghiandola, più grande e complesso del corpo umano, per la quantità e la varietà delle sue funzioni. Il nome fegato deriva dal latino ietur ficatum, letteralmente “fegato con i fichi”, una ricetta molto in voga al tempo dei romani.

Esso si trova al di sotto del diaframma, tra il colon e lo stomaco. Di forma vagamente triangolare, la parte più voluminosa si estende sul lato destro. Le sue funzioni principali sono quelle di eliminare le tossine, contribuire al metabolismo e produrre la bile che interviene nel processo digestivo.

Le patologie epatiche

Quando il fegato subisce dei danni o è affetto da patologie epatiche specifiche, tutte queste condizioni fisiologiche vengono compromesse mettendo a serio rischio la salute, se non addirittura la vita del paziente.

Le patologie epatiche più note sono l’epatite, la cirrosi e la sindrome di Gilbert.

L’epatite

L’epatite è un’infiammazione del fegato normalmente di origine virale.

Essa danneggia le cellule e può presentarsi in forma acuta o cronica. Nel primo caso ha un’insorgenza rapida, che può evolvere in pochi giorni o settimane. Qualora il numero di cellule epatiche coinvolte sia basso, il fegato ha buone probabilità di recuperare funzionalità. Cosa che invece non accade qualora l’infiammazione di estenda a tutto l’organo. L’epatite cronica di instaura successivamente ad un episodio acuto e progredire in modo lento ma progressivo.

All’origine dell’epatite possono esserci cause diverse. Possono esserci epatiti autoimmuni, granulomatose ma anche tossiche, qualora vengano causate da avvelenamento da funghi, farmaci o sostanze chimiche.

Le epatiti virali

Le più comuni rimangono quelle virali:

  • Epatite A. Ha generalmente decorso benigno, anche se può assumere una forma fulminante. La trasmissione del virus avviene per via oro-fecale, mangiando cibo contaminato.
  • Epatite B. La trasmissione avviene attraverso i fluidi corporei (sangue o sperma), oppure da madre a figlio durante o subito dopo il parto.
  • Epatite C.

    La trasmissione avviene principalmente attraverso il sangue.

  • Epatite D (Delta): è causata da un virus “satellite”, che richiede la presenza di un altro virus per potersi replicare. La modalità di trasmissione è la stessa dell’epatite B.
  • Epatite E. Simile all’epatite A, presenta però una più elevata percentuale di forme fulminanti. La trasmissione avviene sempre per via oro-fecale ma è estremamente rara in Italia.

La cirrosi epatica

La cirrosi epatica è una patologia epatica purtroppo molto diffusa in Italia, dove costituisce una delle principali cause di morte della popolazione. Essa, a differenza delle altre malattie croniche, incide sulla fascia di età più produttiva, quella tra i 25 e i 50 anni. Alti risultano quindi i costi sanitari diretti (terapie mediche, ricoveri, trapianti) ma anche quelli indiretti (perdita di giornate di lavoro, indennizzi, pensionamento anticipato). Il problema sociale risulta veramente molto grave.

L’importanza della prevenzione

La ricerca medica ha portato forti sviluppi per affrontare la malattia e migliorarne la prognosi. Purtroppo però non sono disponibili ancora terapie risolutive, quindi bisogna puntare principalmente sulla prevenzione.

Campagne contro l’abuso di alcol, di vaccinazione contro l’epatite B, pubblicizzazione delle misure necessarie ad impedire la trasmissione dei virus epatici.

Una diagnosi precoce, permettono di rallentare di molto l’evoluzione della malattia e di prevenire le complicanze. Questo porta ad aumentare di molto sia la qualità della vita che le percentuali di sopravvivenza.

La sindrome di Gilbert

La sindrome di Gilbert è una patologia epatica benigna del fegato, frequente ma fortunatamente lieve. Il fegato non riesce a smaltire correttamente la bilirubina, una sostanza di colore giallo-arancio prodotta a seguito della disgregazione dei globuli rossi.

Normalmente essa viene espulsa dall’organismo solo dopo che il fegato converte la forma tossica in quella non tossica. Chi soffre della sindrome di Gilbert accusa un accumulo tossico nel sangue che solo raramento produce ittero. Questa è la ragione per cui di solito viene diagnosticata per caso, tramite i classici esami del sangue.

I sintomi sono rari, e di solito si limitano a fastidi addominali o stanchezza quanto l’organismo è sotto stress.

Quando si è disidratati per esempio, oppure dopo un prolungato digiuno, durante il ciclo mestruale o in periodi di intensa attività fisica.

Alcuni disturbi epatici sono di origine genetica, altri sono provocati da abuso di alcool o farmaci. La prognosi è di solito negativa, soprattutto se tardiva. Per questo diventa fondamentale identificare in tempi rapidi una patologia epatica.

Principali sintomi

Per avere un prognosi più favorevole, è necessario prestare attenzione ad alcuni sintomi, tipici dei disturbi a carico del fegato. Ecco i principali.

  • Ittero. Con ittero si intende il fenomeno di ingiallimento della pelle e delle sclere. Quanto maggiore è il colorito giallastro della pelle, tanto maggiore è il danno a carico del fegato.
  • Feci di colore chiaro. La bile prodotta dal fegato conferisce alle feci il caratteristico colore scuro. Quando le funzionalità epatiche sono compromesse, il dotto biliare si ostruisce e produce meno bile, provocando feci di colore chiaro.
  • Ascite. La formazione di fluidi nell’addome provoca l’ascite. In questo caso l’addome appare gonfio, e questo fenomeno provoca dolore e difficoltà di respirazione.
  • Perdita di appetito e di peso. I disturbi epatici manifestano tra gli altri sintomi, anche mancanza di appetito. Questo si deve principalmente ad una compromissione del metabolismo di grassi, proteine e carboidrati. Risulterà evidente pertanto una notevole perdita di peso, che comporterà altresì uno stato asettico.
  • Vomito. Le neoplasie epatiche sono spesso associate a vomito. Quando viene compromesso anche il sistema digerente, spesso può capitare di vomitare sangue. Le patologie epatiche, in molti casi, possono portare ad ulcere gastriche e a sanguinamento gastrointestinale.
  • Poliuria e polidipsia. Il bisogno frequente di urinare e la sete eccessiva sono sintomi comuni dei disturbi epatici. Ma, essendo provocati anche da altre patologie, non sono sintomatici di un disturbo a carico del fegato.
  • Encefalopatia epatica. E’ un sintomo provocato da un eccessivo accumulo di tossine. L’encefalopatia epatica si manifesta negli stadi finali delle malattie epatiche. Compromette le funzioni mentali, provocando confusione e amnesia.

Alcuni sintomi appaiono d’improvviso, mentre altri hanno uno sviluppo progressivo. Nella maggior parte dei casi i disturbi epatici possono provocare il cancro o, peggio, la morte.

Quindi se avete uno qualsiasi di questi sintomi, consultate immediatamente il vostro medico.

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