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Come salvare un malato di leucemia

Molte persone ogni giorno devono combattere diverse malattie. Una di queste è sicuramente la leucemia. Ecco alcuni modi per poterla affrontare.

leucemia

Per chi ha un tumore il sostegno dei propri cari diventa importante ed essenziale. Non è sempre facile, tuttavia, affiancare e sostenere le persone amate, proprio perchè spesso scoprire di avere una malattia terminale coglie tutti di sorpresa. Abbiamo sempre la paura di non sapere cosa dire o di dire la cosa sbagliata, ma la cosa più importante è dimostrare interesse per il nostro familiare.

Una notizia del genere purtroppo sconvolge e stravolge il benessere di un nucleo familiare, ma nello stesso momento si cerca di rafforzare e affrontare la situazione anche con le parole, andando a toccare temi molto delicati come lo stadio del cancro, le terapie da affrontare, ma anche semplicemente porsi delle domande sul proprio futuro e cercare di affrontare uno dei temi più importanti della vita, quello che più delle volte cerchiamo di evitate, ovvero la morte.

Combattere la leucemia

Sicuramente ci sono diversi metodi che le famiglie adottano per combattere questo lungo calvario e sostenere il malato di leucemia. Alcuni riescono a parlare apertamente di questi argomenti, mentre altri cercano di estraniarsi da questa situazione, cercando di vivere la quotidianità e il tempo che le rimane in modo sereno.

La vicinanza e il condividere le preoccupazioni e i timori, insieme alla famiglia, è uno dei “medicinali” fondamentali per poter percorrere questo lungo cammino.

Donare il midollo

Purtroppo alcune persone sono affette da malattie, soprattutto malattie del sangue, come le leucemie, le aplasie midollari e talassemie, nelle quali queste cellule staminali emopoietiche, di cui si è accennato prima, funzionano male o non funzionano affatto. In un primo momento si cerca sempre di procedere con una terapia basata sui farmaci o anche all’autotrapianto di midollo osseo prelevato al paziente, ma nel caso in cui la terapia non dovesse rispondere, non rimane che sostituire tramite il trapianto delle cellule staminali del paziente con quelle di un donatore sano.

Requisiti del donatore

Il donatore deve avere un’età compresa tra i 18 e 35/40 anni con un relativo peso corporeo superiore a 50 kg, mentre è totalmente indifferente il sesso.

Potranno donare sia donne che uomini. Il donatore deve comunque avere un quadro clinico regolare e sano o non affetto da malattie croniche ai principali organi. Ma, come dicevamo prima, il donatore se dovesse avere anche delle patologie pregresse non deve assolutamente presentarsi come candidato per la donazione.

Un’altra controindicazione alla donazione è l’assunzione di farmaci in maniera continuativa, discorso totalmente diverso per le donne che assumono la pillola anticoncezionale. Dopo aver fatto i relativi controlli, il candidato donatore deve rispondere a tutte le regole del reclutamento e viene caratterizzato (tipizzato) per gli antigeni HLA. Questo esame, che viene eseguito su una piccola quantità di sangue, è abbastanza complesso e viene eseguito solo da alcuni laboratori specializzati. Livorno è l’esempio lampante. Qui troviamo il Centro Trasfusionale, Sezione di Tipizzazione Tissutale.

Questo è un esame fondamentale,un esame identificativo.

Serve cioè a identificare quali molecole HLA sono presenti sulle cellule di quel donatore; non è un esame attitudinale: non accerta se il potenziale donatore di midollo osseo è sano o è malato, in quanto appare ragionevole che l’elettrocardiogramma, gli esami di chimica clinica e quelli per la diagnosi delle infezioni virali (HIV;HCV;HBV) vengano eseguiti immediatamente prima dell’eventuale prelievo di cellule staminali, potendosi il soggetto ammalare nel corso della vita.

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