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Come si calcola l’IMU 2012
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Come si calcola l’IMU 2012

Calcolo Imu
Come si calcola la base imponibile

La base imponibile dell’imposta è costituita dal valore dell’immobile, determinato – per quelli iscritti in catasto – moltiplicando la rendita in vigore all’inizio dell’anno, rivalutata
del 5%, per uno dei seguenti coefficienti:

– 160 per i fabbricati inseriti nel gruppo catastale A (ad esclusione di quelli A/10) e nelle categorie C/2, C/6 e C/7
– 140 per i fabbricati censiti nel gruppo catastale B e nelle categorie C/3, C/4 e C/5
– 80 per i fabbricati inseriti nelle categorie catastali A/10 e D/5
– 60 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D (ad esclusione della categoria D/5). Il moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013
– 55 per i fabbricati inseriti nella categoria catastale C1

Le aliquote dell’imposta

L’aliquota ordinaria dell’Imposta municipale propria è dello 0,76%, ma i Comuni, con apposita delibera del Consiglio comunale, possono modificarla in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali, così come possono ridurre fino allo 0,4% l’aliquota per gli immobili locati.

L’aliquota che si applica per la casa di abitazione principale e per le relative pertinenze è fissata allo 0,4%, percentuale che i Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, fino a 0,2 punti percentuali.

Per i fabbricati rurali l’aliquota è dello 0,4% se adibiti ad abitazione principale e dello 0,2% se strumentali, percentuale che i Comuni possono ridurre fino allo 0,1%.

Le detrazioni dall’imposta

I possessori della casa di abitazione principale e delle relative pertinenze (una al massimo per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7) possono detrarre dall’imposta dovuta per questi immobili, fino a concorrenza dell’ammontare dovuto, l’importo annuo di 200 euro, da rapportare al periodo dell’anno per il quale è stata destinata ad abitazione principale: se l’utilizzo come abitazione principale è da attribuirsi a più soggetti passivi, a prescindere dalla quota di possesso la detrazione spetta a ciascuno di essi in proporzione alla quota per cui si verifica tale destinazione.

Con apposita delibera, e nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, i Comuni possono ulteriormente elevare l’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
Per gli immobili non locati, posseduti da persone anziane o disabili residenti in istituti di ricovero (e precedentemente adibiti ad abitazione principale degli stessi), i Comuni
possono prevedere l’assimilazione alla casa di abitazione principale, applicando l’aliquota ridotta e riconoscendo la detrazione annua di 200 euro.

Le medesime agevolazioni spettano ai soggetti titolari dell’ex casa di abitazione coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato, purché non possiedano altri immobili nello stesso comune.

Per i titolari di immobili degli Iacp assegnati con patti di futura vendita e degli alloggi assegnati dalle cooperative a proprietà indivisa, sempre e comunque adibiti ad abitazione principale, l’assimilazione spetta ai soli fini della detrazione ma non dell’aliquota ridotta.

Per gli anni 2012 e 2013, alla detrazione di base pari a 200 euro se ne può aggiungere una ulteriore di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimori abitualmente e sia residente anagraficamente nella stessa unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
L’ammontare complessivo di questa ulteriore detrazione non può essere superiore a 400 euro.

Esempio di calcolo

Casa di categoria catastale A/3, di circa 100 metri quadrati, con rendita
catastale non rivalutata di 945,11 euro, adibita come abitazione principale.
Rendita catastale rivalutata del 5%: 945,11 + 5% = 992,37
Rendita catastale rivalutata del 60%: 992,37 + 60% = 1.587,78
Valore catastale: 1.587,78 x 100 = 158.778
Imu: 0,4% di 158.778 = 635,11
Detrazione prima casa: 635,11 – 200,00 = 435,11“

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